Chiara presa di distanza dalla linea di Zelensky sulle armi offensive
Durante l’intervento conclusivo della festa di Forza Italia a Telese Terme, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito con fermezza la posizione dell’Italia sul conflitto tra Russia e Ucraina: sostegno alla sovranità ucraina, ma nessun coinvolgimento diretto in una deriva bellica.
“Quando diciamo che vogliamo garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina, non lo facciamo per spirito anti-russo, ma per principio di diritto internazionale”, ha spiegato Tajani, rivendicando una posizione equilibrata e lontana da ogni estremismo.
Tajani ha anche ricordato la linea assunta da Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia, durante i primi mesi del conflitto. “Berlusconi era amico personale di Vladimir Putin, ma quando si trattò di votare al Parlamento europeo la condanna dell’invasione russa, non esitò un istante. Votò con noi, pur con sofferenza, perché i valori della pace e del rispetto delle frontiere vengono prima di ogni relazione personale”.
Ma è su un punto che il leader azzurro ha voluto marcare con forza la posizione del governo italiano:
“Noi non forniremo mai armi italiane che possano essere usate per colpire il territorio russo” – ha dichiarato Tajani, riferendosi implicitamente alla richiesta ucraina di missili a lungo raggio da utilizzare anche oltre confine.
Una linea atlantista ma prudente
La posizione di Tajani conferma la linea assunta fin dall’inizio del conflitto dal governo Meloni: piena adesione al patto euro-atlantico, ma con una netta distinzione tra sostegno difensivo e coinvolgimento offensivo.
Una scelta che cerca di tenere insieme il rispetto degli impegni presi in sede NATO e UE con la forte sensibilità dell’opinione pubblica italiana, da sempre restia a qualunque coinvolgimento militare diretto.
Le parole di Tajani si inseriscono in un momento di crescente tensione internazionale, con la guerra in Ucraina che rischia di diventare un conflitto prolungato senza una via d’uscita diplomatica. Il messaggio è chiaro: l’Italia sostiene Kiev, ma non intende farsi trascinare in una guerra per procura.
Allo stesso tempo, Tajani cerca di differenziare il profilo di Forza Italia rispetto a certe posizioni più rigide all’interno della maggioranza, puntando a un ruolo di equilibrio tra il dovere della solidarietà europea e la vocazione storica alla diplomazia.
In sintesi, Tajani rilancia una visione “realista” della politica estera: vicini all’Ucraina, ma senza chiudere la porta a una soluzione diplomatica e mantenendo fermo il principio di non escalation.
Red
