L’ex brigatista Persichetti: “Battisti non frequentava salotti ma viveva in soffitta”

L’ex leader di Potere Operaio, Oreste Scalzone propone l’amnistia per tutti i detenuti politici per chiudere con gli anni di piombo. L’ex compagna Priscila Luana Pereira: “Cesare ha problemi di età e di salute”

Credo che i difensori dei diritti umani chiederanno una riduzione della pena . Cesare è stato processato in contumacia e la sentenza è molto dura”. Così Priscila Luana Pereira(nella foto), ex compagna di Cesare Battisti, ha commentato con il quotidiano brasiliano l quotidiano brasiliano O Estado de Sao Paulo la condanna all’ergastolo che che ora dovrà scontare in Italia l’ex terrorista dei Pac. La donna vive a São José do Rio Preto, con il figlio di cinque anni avuto da Battisti. “Cesare ha già problemi di età e di salute come l’epatite, devi prendere medicine. I prossimi passi devono garantire che non si ammali”, ha detto ancora la donna. Sebbene non abbia avuto contatti con Battisti dallo scorso anno, la donna dice di essere stata presa di mira dalla polizia federale . “Hanno perquisito la mia casa e dove ho vissuto prima”, afferma. Secondo l’ex compagna di Battisti, il figlio della coppia, nonostante la giovane età, ha avvertito la situazione. “Non capisce perfettamente cosa sta succedendo, ma gli manca il padre, chiede perché siamo qui e lui no”.

L’ex brigatista Paolo Persichetti: “Cesare non frequentava salotti, viveva in soffitta” –  “Lo hanno descritto come uno dei salotti, viveva in una soffitta”. Così l’ex brigatista Paolo Persichetti(nella foto in basso) parla  di Cesare Battisti, uno dei suoi compagni di ‘esilio’ a Parigi. “C’è una costruzione del mostro, del personaggio – ragiona Persichetti analizzando da sociologo immagini e notizie di questi giorni – La birra, il ghigno, il sorriso strafottente, la barba finta che finta non è. Lo hanno descritto come uno che si godeva la vita, la bella gente. Ma Battisti viveva in una soffitta e faceva il portiere. Lavorava in un sottoscala dove c’era un computerone su cui scriveva, però nell’immaginario era uno che viveva nei salotti francesi. Ha pensato di salvarsi con la scrittura ed è finito intrappolato nella figura dell’intellettuale da salotto”. “Dicono è finita la pacchia – aggiunge – Ma non sanno di cosa parlano, l’esilio è una vita dura, è la vita del sans papier, con la differenza che loro c’hanno la pelle di un altro colore e questo li espone a maggiori controlli della polizia. Nessuna assistenza sanitaria, niente soldi, ti devi arrangiare, sbarcare il lunario, e lui aveva sublimato imparando il mestiere dello scrivere, e poi è rimasto vittima del personaggio”.

Oreste Scalzone fondatore di Potere Operaio: “Ora amnistia, gli anni di piombo si chiudono così non con vite in catene” –  ‘Chiusura di un’epoca? Più che altro, per chiusura si intende nelle intenzioni o velleità di LorSignori la chiusura delle porte di una cella dietro qualcuno, un essere umano, che secondo loro dovrebb’essere destinato a cent’anni di solitudine. Altro che ‘voltar pagina’. Qui si parla di catenacci, ergastolo, che adesso va di moda voler rendere reale, effettivo, fino a morte definitiva. Fino a morte, esito di una lunga agonia, morte centellinata ogni giorno, come nelle canzoni di Dalla e De André’‘. A parlare a dopo la cattura in Bolivia di Cesare Battisti , Oreste Scalzone(nella foto in basso), co-fondatore di Potere Operaio. “Se manteniamo un minimo di senso corrente delle parole, le epoche non si chiudono mai – argomenta Scalzone – Siamo in presenza di persone che non vogliono chiudere proprio niente, e men che mai con la ‘riconciliazione’ blaterata e vagheggiata da tante ‘Anime Belle’. Ci sono esempi anche recenti nella Storia, in cui i poteri costituiti hanno ritenuto che, nell’interesse loro e dell’ordine sociale costituito, bisognasse ‘voltar pagina’, con un ‘oblìo giudiziario’, ‘rinuncia alla pena’, com’è scritto nei loro testi, in dottrina giuridica, conchiudere decenni di conflitti sanguinosi: e quando ritenevano di farlo la via maestra era quella di misure di amnistia, indulto, grazia, prescrizione, perfino depenalizzazione”.  “Certo – prosegue Scalzone -, non ci si può ‘riconciliare’ a futura memoria, per conto d’altrui, ipotecando gli ‘oggi’ che verranno. Ma quando si voleva all’occorrenza solo buttare fumo negli occhi, si finì per fare come nel lungo corso della Rivoluzione francese, con addirittura una legge sul ‘dovere di oblìo’, o nella terza repubblica, dopo aver schiacciato nel sangue la Comune di Parigi: con un’amnistia. Dopo la stria di sangue della vicenda dell’indipendenza dell’Algeria, dopo un milione di morti e massacri varî anche da ogni lato, de Gaulle decise di ‘chiudere’, e lo fece con 4 successive amnistie. Vennero amnistiati tutti, compresi quelli che avevano attentato alla sua vita. O prendiamo il caso della Commissione verità e libertà nel Sudafrica dell’era Mandela. Poi, se si afferma di voler ‘voltar pagina e chiudere con una riconciliazione un capitolo lungo decenni’, si istituisce una tavola sottratta all’ipoteca e al ricatto penale”. “Più di recente, il vituperato Cossiga parlava nei suoi codici linguistici di ‘grande pentimento’, perché ognuno aveva da amnistiare qualch’altro – ricorda Scalzone – ma questo è stato completamente cancellato dall’immaginario da almeno 20-25 anni. Per tutte queste ragioni e molte altre sulla possibilità di un’amnistia sono molto pessimista. Ma mai dire mai, possono sempre verificarsi contro-terremoti antropologici”.

Sarà Davide Steccanella ad assumere la difesa di Cesare Battisti, l’ex militante dei Pac arrestato in Bolivia e che, rientrato stamattina in Italia dopo 37 anni di latitanza, verrà trasferito nel carcere di Oristano. “Ho appena saputo” dell’incarico, si limita ad affermare l’avvocato, sottolineando che “è una situazione delicata” e in attesa di studiare le carte non intende fare alcuna dichiarazione sul caso.
Nato a Bologna ed esperto di storia della lotta armata, l’avvocato Steccanella, classe ’62, ha lo studio legale a Milano. Noto penalista, è anche il difensore di Renato Vallanzasca, l’ex capo della malavita milanese negli anni Settanta. Tra i diversi casi, ha seguito legalmente la riabilitazione dell’ex esponente  di Prima Linea Mario Ferrandi. Appassionato di storia, Steccanella è autore di alcuni libri tra i quali il saggio storico “Gli anni della lotta armata. Cronologia di una rivoluzione mancata” (uscito nel 2013 per Bietti Editore e poi con un’edizione aggiornata) che ricostruisce il contesto storico, sociale e politico della lotta armata in Italia, ma anche ‘Agenda rivoluzionaria 2017′ e ‘Le indomabili. Storie di donne rivoluzionarie’.

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