Aziende fantasma e nulla osta falsi: il sindacato chiede una riforma urgente della legge Bossi-Fini.
Almeno 400 lavoratori provenienti dal Bangladesh, arrivati in Italia tramite il Decreto Flussi tra il 2022 e il 2024, si trovano oggi in una situazione di irregolarità forzata. A denunciarlo è la Cgil di Napoli e della Campania, che ha presentato un dossier su quello che definisce “un fenomeno dilagante” nel capoluogo partenopeo e in provincia.
Secondo quanto emerso, i lavoratori, giunti nel Paese con documentazione regolare, non hanno potuto completare la procedura di regolarizzazione perché i datori di lavoro indicati nelle pratiche sono risultati irreperibili o inesistenti.
“Parliamo di persone che pensavano di entrare legalmente in Italia – spiega Elisa Laudiero, segretaria della Cgil di Napoli e della Campania – ma che si ritrovano senza permesso di soggiorno, esposte al rischio di sfruttamento e costrette a vivere e lavorare in nero. È un meccanismo perverso che alimenta l’economia sommersa.”
Il dossier sindacale documenta 398 casi accertati, quasi la metà dei quali tra Napoli e provincia. A questi si aggiungono 77 nulla osta provenienti da altre regioni, spesso gestiti da professionisti e consulenti del territorio napoletano.
Una situazione che, secondo la Cgil, rivela le falle strutturali del Decreto Flussi e della legge Bossi-Fini, strumenti che – sottolinea il segretario generale Nicola Ricci – “non tutelano né i lavoratori né la legalità”.
“Il lavoratore straniero viene truffato due volte – denuncia Nicola Ricci – prima da chi promette un’assunzione inesistente e poi da un sistema che, di fronte alla frode, lo lascia senza tutele. È una filiera che ormai è finita nelle mani della criminalità: dietro ci sono false promesse, aziende fantasma e nulla osta comprati.”
La Cgil chiede al Governo di riformare radicalmente il sistema dei flussi d’ingresso e di potenziare i controlli preventivi sulle aziende richiedenti, per evitare che migliaia di persone vengano intrappolate in un limbo di illegalità e sfruttamento.
CiCre
