Mosca: “Nessuno Stato ha il diritto di usare la forza in acque internazionali”
La tensione tra Stati Uniti e Federazione Russa torna a salire in modo brusco sui mari internazionali, dopo una serie di operazioni navali che hanno portato Washington a sequestrare due petroliere in acque internazionali, provocando una dura reazione di Mosca, che parla apertamente di violazione del diritto marittimo e di azione assimilabile alla pirateria di Stato.
Inseguimento nell’Atlantico e abbordaggio della Marinera
Nel cuore dell’Atlantico settentrionale, le forze statunitensi hanno preso il controllo della petroliera Marinera, battente bandiera della Federazione Russa, al termine di un inseguimento prolungato. Secondo quanto riferito da un funzionario americano, l’operazione è stata condotta dal Dipartimento per la Sicurezza Interna con il supporto militare degli Stati Uniti, consentendo a funzionari delle forze dell’ordine di salire a bordo e assumere il pieno controllo dell’imbarcazione.
Durante le fasi precedenti al sequestro, la petroliera sarebbe stata scortata da unità navali russe, inclusi sottomarini, in un contesto che ha ulteriormente alzato il livello di confronto tra le due potenze.
Washington rivendica il controllo sul petrolio venezuelano
Sul piano politico, l’operazione si inserisce in una strategia più ampia dichiarata apertamente da Washington. Il segretario all’Energia Chris Wright ha affermato che gli Stati Uniti intendono mantenere un controllo diretto e prolungato sull’industria petrolifera venezuelana.
«In futuro venderemo la produzione proveniente dal Venezuela sul mercato», ha dichiarato Chris Wright, spiegando che il controllo sulle esportazioni di greggio rappresenta una leva essenziale per forzare cambiamenti politici nel Paese sudamericano. «Dobbiamo avere questa leva e questo controllo sulle vendite di petrolio per promuovere i cambiamenti che devono assolutamente avvenire in Venezuela», ha aggiunto, sostenendo che i proventi potrebbero poi tornare al Paese «a beneficio del popolo venezuelano».

Le dichiarazioni arrivano dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, secondo cui Caracas avrebbe accettato di consegnare agli Stati Uniti decine di milioni di barili di petrolio.
Mosca: “Abbordaggio illegale in alto mare”
La risposta russa non si è fatta attendere. Il Ministero dei Trasporti della Federazione Russa ha confermato che la Marinera è stata abbordata in alto mare, al di fuori delle acque territoriali di qualsiasi Stato.
«In acque internazionali vige la libertà di navigazione e nessuno Stato ha il diritto di usare la forza contro imbarcazioni regolarmente registrate nella giurisdizione di altri Stati», si legge nella nota ufficiale.
Il ministero ha inoltre precisato che «il 24 dicembre 2025 la Marinera ha ricevuto un permesso temporaneo per navigare sotto bandiera della Federazione Russa, rilasciato in conformità con il diritto russo e internazionale».
«Oggi, intorno alle 15:00 ora di Mosca, la nave è stata abbordata dalle forze della Marina statunitense in alto mare e il contatto con l’equipaggio è stato perso», conclude il comunicato, richiamando esplicitamente la Convenzione ONU sul diritto del mare del 1982.
Il Pentagono: “Continueremo a bloccare le petroliere”
Dal lato statunitense, la linea resta dura. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha rivendicato apertamente le operazioni in corso. «Gli Stati Uniti continueranno a imporre il blocco a tutte le navi delle flotte ombra che trasportano illegalmente petrolio venezuelano per finanziare attività illecite, derubando il popolo venezuelano», ha scritto Pete Hegseth.
Secondo sequestro nei Caraibi
Parallelamente all’operazione nell’Atlantico, il Comando Meridionale degli Stati Uniti ha annunciato il fermo di una seconda petroliera, la M/T Sophia, intercettata nelle acque internazionali del Mar dei Caraibi. Secondo Washington, l’imbarcazione — definita priva di bandiera e soggetta a sanzioni — stava conducendo attività illegali ed è ora sotto scorta della Guardia Costiera statunitense verso una destinazione finale negli Stati Uniti.
Un precedente pericoloso
Per Mosca, le due operazioni rappresentano un precedente estremamente pericoloso, che mette in discussione il principio stesso della libertà di navigazione in alto mare. La Russia chiede agli Stati Uniti di garantire un trattamento umano e dignitoso ai cittadini russi a bordo della Marinera e avverte che continuerà a monitorare la situazione.
L’episodio segna un nuovo livello di scontro geopolitico, in cui sanzioni, controllo energetico e forza militare si intrecciano sempre più apertamente, trasformando le rotte internazionali in teatri di confronto diretto tra grandi potenze.
Alma

