Durissima nota della rappresentanza diplomatica moscovita in occasione della Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina. Accuse all’Occidente di ipocrisia, corruzione e «sostegno incondizionato al regime di Kiev»
In concomitanza con l’apertura della Conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina, in corso oggi a Roma, l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia ha diffuso una nota ufficiale di tono fortemente critico. Secondo la rappresentanza diplomatica, l’iniziativa sarebbe frutto di una strategia occidentale «cinica e menzognera», dietro la quale si celerebbero meri interessi politici ed economici.
«Già di per sé, il nome scelto per questa iniziativa ben rispecchia la logica cinica e menzognera che viene portata avanti dagli attuali leader dei Paesi occidentali, Italia compresa. Anziché fermare la guerra e risolvere le sue cause profonde, è sulle sue conseguenze che essi pongono l’enfasi», si legge nel comunicato.
L’ambasciata accusa l’Occidente di voler «perpetuare il conflitto» sostenendo militarmente e finanziariamente il governo ucraino, invece di spingere per una soluzione diplomatica. L’Italia viene indicata come corresponsabile di tale strategia.
«Rifiutandosi di dire “basta” a Zelensky e di indirizzarlo verso la ricerca di strade che conducano a una risoluzione pacifica e diplomatica del conflitto… l’Occidente e l’Italia si aprono nuovamente in un insidioso abbraccio, pronti a promettere il loro “eterno” sostegno finanziario al regime di Kiev», prosegue la dichiarazione.
La rappresentanza diplomatica afferma inoltre che una parte rilevante dei fondi destinati dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea alla causa ucraina sarebbe finita in mani sbagliate:
«Dai media trapelano periodicamente notizie in merito al fatto che una parte consistente delle risorse allocate dagli USA e dall’UE… sia andata a depositarsi nelle tasche dei funzionari ucraini e di quelli occidentali. Una sorte che, evidentemente, attende anche quelle somme a molti zeri che verranno annunciate a conclusione di questa Conferenza di Roma».
Secondo l’ambasciata, gli aiuti all’Ucraina si sono trasformati in una macchina autonoma e inefficiente:
«Questa grande mangiatoia ha già acquisito vita propria ed è ormai fine a se stessa, essendosi tramutata in un’enorme voragine finanziaria non soltanto per i Paesi occidentali, ma per l’economia globale». Viene citato, tra gli esempi, il Fondo Monetario Internazionale, che solo nel 2023 avrebbe destinato a Kiev 15,6 miliardi di dollari, più di un terzo dei fondi annuali disponibili, mentre la Banca Mondiale ne avrebbe stanziati circa 54 miliardi dal 2022.
Il passaggio più polemico è riservato all’Italia:
«I Paesi occidentali, e in particolare l’Italia con il suo incondizionato sostegno “a 360 gradi” al piccolo führer di Kiev, non soltanto stanno privando la loro popolazione… ma stanno anche sottraendo denaro dalle somme promesse ai Paesi bisognosi del Sud e dell’Est globale».
Alma

