La frase di Salvini che lascia di stucco: “I camorristi si ammazzino tra loro”

Il titolare del Viminale sull’emergenza camorra: “Prego per la bimba ferita, i killer si uccidano senza rompere le palle a chi non c’entra”

I camorristi? Si ammazzino tra loro. Lasciano di stucco le parole del ministro Salvini, in comizio elettorale a Firenze (minuto 13 del video). Proprio nelle ore dell’emergenza camorra a Napoli, con il titolare del Viminale nel mirino, pure degli alleati. “Anche io da papà – dice Salvini sul palco della frazione Galluzzo – sto pregando per la bimba napoletana che è finita dove non doveva. I camorristi si ammazzino tra di loro senza rompere le palle alle persone che non c’entrano”. Ma le persone che non c’entrano, e sono decine le vittime innocenti, hanno pagato con la vita non solo la tracotanza dei clan. Sono vittime anche di uno Stato che dovrebbe arginare le cosche, ancora in grado di spadroneggiare in troppe aree del paese. E se qualcuno muore “per sbaglio”, è sempre perché i camorristi “si ammazzano tra loro”, incuranti delle vittime collaterali. Suonano quindi inopportune le frasi di Salvini, responsabile dell’ordine pubblico in Italia. “Sono stato quattro volte a Napoli – rivendica lui – dove ho fatto più comitati per la sicurezza di qualsiasi altra città”. Salvini ricorda i suoi provvedimenti, ma poi sbanda sulla rituale ossessione, del tutto fuori tema: “Ho mandato 136 poliziotti, ho fatto installare più telecamere, poi peccato che il sindaco di Napoli prepara le flotte per andare nel Mediterraneo per riempire l’Italia di migranti”. Ma un senso di accerchiamento si percepisce, se “il capitano” – forse per la prima volta – deve uscire dall’angolo: “Tutti i reati nel 2019 sono in drastica diminuzione del 15, 20, perfino del 30 per cento, grazie agli uomini ed alle donne in divisa. Si può fare di più, è chiaro che la camorra è una brutta bestia”. Ma il capo leghista non la manda giù, stavolta. “Agli attacchi ed agli insulti delle opposizioni sono abituato – chiarisce-. La cosa che mi sono impegnato a non ascoltare più sono le critiche, le bugie, gli insulti di chi dovrebbe essere mio alleato: non li ascolto e continuo ad andare avanti dritto come un treno. Che gli amici del Movimento cinque stelle ci aiutassero a migliorare il paese, piuttosto che insultare me ed i leghisti”. Ma certe uscite non aiutano.

(Foto Matteo Salvini/Fb)

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