La narrazione di un nemico esterno, come la Russia di Putin, viene spesso usata per giustificare questi aumenti delle spese militari. Ma a che prezzo? Mentre i governi europei destinano sempre più risorse a scenari di guerra remoti, le emergenze reali — incendi, dissesto idrogeologico, crisi climatica — vengono trascurate e lasciate a un sistema frammentato e sottodimensionato.
Ogni estate la Campania e molte altre regioni italiane vengono devastate dagli incendi boschivi. Nel 2023, la Campania ha visto andare in fumo oltre 1.500 ettari di boschi, prati e terreni agricoli (rapporto Corpo Forestale dello Stato, 2023). La Protezione Civile e i Vigili del Fuoco fanno fatica a intervenire rapidamente, spesso a causa della carenza di mezzi adeguati.
Canadair in mano ai privati, incendi fuori controllo
Gli aerei antincendio Canadair CL-415 sono di proprietà pubblica, ma affidati in gestione a società private. Attualmente, Avincis Aviation Italia gestisce 18 Canadair con un contratto da quasi 480 milioni di euro per 7 anni (Protezione Civile, 2023). Il costo orario di volo può arrivare fino a 15 mila euro all’ora (Ministero dell’Interno, 2024), una spesa altissima che grava sui contribuenti e non sempre assicura tempestività negli interventi.
La spesa militare verso il 5% del PIL: un’assurdità in tempo di emergenze ambientali
Secondo gli ultimi accordi governativi, la spesa militare italiana è destinata a salire fino al 5% del PIL nei prossimi anni (Ministero della Difesa, 2025), una cifra senza precedenti. Nel 2024, il budget difesa ammonta già a circa 30 miliardi di euro (Relazione Ministero della Difesa, 2024), con programmi come l’acquisto dei caccia F-35, il cui costo complessivo supera i 14 miliardi di euro per 90 velivoli (Ministero della Difesa, 2023).
Perché investire miliardi per prepararsi a guerre future mentre le nostre foreste bruciano senza un sistema antincendio pubblico efficiente? Con il costo di un solo F-35 si potrebbero acquistare e far volare per anni diversi Canadair, salvando vite e territori.
Perché spendere miliardi inventandosi nemici come Putin?
La narrazione di un nemico esterno, come la Russia di Putin, viene spesso usata per giustificare questi aumenti delle spese militari. Ma a che prezzo? Mentre i governi europei destinano sempre più risorse a scenari di guerra remoti, le emergenze reali — incendi, dissesto idrogeologico, crisi climatica — vengono trascurate e lasciate a un sistema frammentato e sottodimensionato.
Investire miliardi nella difesa contro un nemico costruito su ipotesi future rischia di distrarre dal vero pericolo: la distruzione del nostro ambiente e delle nostre comunità.
La Campania brucia, la Protezione Civile arranca
Nel 2023 la Campania ha perso oltre 1.500 ettari di territorio a causa degli incendi. Gli interventi antincendio sono spesso rallentati da procedure burocratiche e dalla gestione frammentata tra enti pubblici e privati. Il sistema di gestione privato della flotta Canadair genera costi elevati e ritardi, mentre una flotta pubblica ben organizzata potrebbe garantire una risposta più rapida e un’efficace tutela del territorio.
Meno armi, più sicurezza ambientale
Destinare il 5% del PIL alla spesa militare (Eurostat, 2025) è una scelta politica che sottrae risorse vitali alla difesa civile e alla tutela ambientale. In un momento in cui emergenze climatiche e incendi sono sempre più frequenti, è urgente destinare più risorse alla lotta agli incendi e alla protezione del territorio.
Una flotta antincendio pubblica, con personale statale e mezzi moderni, ridurrebbe i costi e aumenterebbe la sicurezza di cittadini e territori.
Mentre l’Italia spende miliardi per prepararsi a conflitti futuri, rischia di perdere la battaglia contro il fuoco che ogni anno devasta il nostro ambiente. È ora di cambiare priorità.
Ciro Crescentini
