Il rinnovamento del Pd: accordo elettorale con Pomicino

L’ex ministro Dc conferma gli incontri con Zingaretti: possibile sostegno all’eurodeputato uscente Ferrandino, ricandidato alle europee nella lista dem

Il nuovo Pd di Zingaretti vorrebbe recuperare le radici di sinistra, un po’ ammuffite negli anni del jobs act. E cosa c’è di meglio di un accordo elettorale con Paolo Cirino Pomicino, il vecchio ministro andreottiano della prima repubblica? Ad annunciare la probabile intesa è l’edizione napoletana di Repubblica. E a confermare la liason con Zingaretti è proprio lui, ‘o ministro, emblema fulgido del potere democristiano. La scorsa settimana l’incontro riservato con il segretario del Pd a Roma. “Un dialogo sereno, di prospettiva, sul Sud” spiega Pomicino, tanto per chiarire l’identità di vedute. Scambi a cui sarebbero seguiti vertici tra l’ex ministro e un gruppo di amministratori locali e altri agguerriti ex, come Giuseppe Gargani e l’ex vicesindaco di Napoli, Arturo Del Vecchio. In agenda, il possibile sostegno all’eurodeputato uscente Giosi Ferrandino, candidato Pd per l’area Guerini-Topo, ex sindaco di Ischia dalle solide radici Dc (e poi Fi). “Cosa volete? È la consunzione di Forza Italia” si giustifica Pomicino, pronto a traghettare un pezzo di centrodestra nel Partito Democratico. Nessun imbarazzo, per l’abbraccio coi dem, ci mancherebbe. Con tutti, meno che con Salvini (“Da quelli ci dividono secoli di libri e cultura politica”). Anche fonti del Nazareno avvalorano il “patto” con i dinosauri Dc. E il vispissimo Pomicino, all’attivo due trapianti (cuore e fegato), sembra l’uomo adatto a trapiantare l’anima scudocrociata nel Pd. Eliminando gli ultimi, fastidiosi, atomi di sinistra.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest