Il Pd vuole imbavagliare Report. Inaudito attacco alla libertà di informazione

Una lunga nota dei parlamentari della commissione vigilanza Rai critica pesantemente la trasmissione andata in onda ieri sera

Il partito democratico vuole mettere il bavaglio a Report, il programma d’inchiesta di Sigfrido Ranucci in onda su Rai3. Dito puntato sul servizio “Non c’è due senza tre” andato in onda ieri sera. Un servizio che ha affrontato in modo dettagliato il tema dei vaccini, il green pass, il ruolo delle multinazionali e del ministero della salute. Nelle ultime ore è stata diffusa una nota firmata dai parlamentari piddini componenti della commissione di vigilanza Rai. Un inaudito attacco alla libertà di informazione. Ancora una volta emergono forme di pressione nei confronti di giornalisti indipendenti “scomodi”. Cane da guardia della democrazia. Questo è il ruolo che la libera informazione deve poter  svolgere  in una società democratica, secondo una formula ripetutamente utilizzata, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, e non solo. Molti  desiderano invece che il cane da guardia non morda e sia accorto nell’abbaiare. Insomma, che non disturbi.

Ieri sera su Report è andato in onda un lungo compendio delle più irresponsabili tesi No Vax e No Green Pass; su questo chiediamo un un chiarimento ai vertici Rai” – affermano i parlamentari PD membri della Commissione di Vigilanza Rai “Sedicenti infermieri, irriconoscibili e coperti dall’anonimato come se si trattasse di pentiti di mafia, che affermano di essersi infettati per responsabilità  delle aziende farmaceutiche. Un sedicente ‘collaboratore del Comitato Tecnico Scientifico‘, anch’egli irriconoscibile e anonimo, che denuncia la totale imperizia dell’organismo su cui poggiano le decisioni politiche a tutela della salute pubblica dall’inizio della pandemia. Dubbi sull’efficacia dei vaccini, perplessità  sulla durata della copertura degli anticorpi, affermazioni del tutto campate in aria sulla ‘larga frequenza di effetti collaterali’ dopo la somministrazione del vaccino anti Covid, speculazioni dietrologiche sul ‘grande business della terza dose’ detenuto da ‘multinazionali del farmaco’ concentrate solo a ‘accumulare enormi profitti con la perdita di efficacia della terza dose’, dubbi sulla efficacia del Green Pass e della sua eventuale estensione – sottolineano i parlamentari del Pd – Questo e molto altro è lo spettacolo a cui hanno assistito ieri sera i telespettatori italiani su Rai Tre. Perchè con il servizio di Report ‘Non c’è due senza tre’ firmato da Samuele Bonaccorsi e Lorenzo Vendemiale, è andato in onda un lungo compendio delle più gravi e irresponsabili tesi antivacciniste”

Un episodio molto grave di disinformazione su una rete del servizio pubblico radiotelevisivo, tanto più discutibile perchè avvenuto proprio mentre operatori sanitari, giornalisti ed esponenti delle istituzioni sono obiettivo di manifestazioni No Vax e No Green Pass, spesso violente, che si alimentano proprio delle falsità contenute e diffuse dal servizio di Report“. “Per questo – concludono i parlamentari – abbiamo chiesto al Presidente e all’Amministratore Delegato della Rai, insieme al Direttore di RaiTre Franco Di Mare, se fossero a conoscenza dei contenuti del servizio summenzionato, se ne avessero avallato la diffusione, quali iniziativa intendono mettere in campo per ristabilire un livello corretto e veritiero di informazione sui vaccini anti Covid, sul lavoro del Comitato Tecnico Scientifico e sulle decisioni assunte dal Parlamento e dal Governo a tutela della salute pubblica dall’avvio dell’epidemia di Covid 19 e fino ad oggi“.

Immediata la replica di Ranucci: “Sono stufo di queste accuse. Sono vaccinato come tutta la redazione di Report, ma come giornalista devo essere libero di raccontare delle criticità . Quali sarebbero i contenuti no vax? Credo che i parlamentari non abbiano visto il servizio” – ha affermato il conduttore di Report – “E’ da no vax dire che il 9 settembre Aifa si è sbagliata a scegliere con troppa fretta di iniettare il vaccino Moderna a dose intera quando la stessa azienda Moderna sei giorni prima aveva raccomandato metà  dose? E’ da no vax chiedere che venga fatto il tampone più frequentemente agli infermieri che rischiano di contagiarsi perchè cala l’efficacia del vaccino? E’ da no vax chiedere di sorvegliare con attenzione gli anticorpi per fare prevenzione?

L’inchiesta – ha sottolineato Ranucci – aveva come ospiti scienziati del calibro dei membri del Fda e ha portato come esempio virtuoso Israele che ha già  vaccinato il 65% della popolazione studiando il comportamento degli anticorpi, mentre da noi non c’è traccia di uno studio dell’Istituto superiore della sanità annunciato un anno fa. Solo il laboratorio del Niguarda di Milano sta facendo uno studio volontario”.


Ranucci ha precisato, inoltre, che “solo un infermiere non è apparso in video, ma gli altri, a cominciare dai sindacati, ci hanno messo la faccia” e che “non esiste nessuna infermiera che dice di essersi infettata a causa delle case farmaceutiche. Non so quale programma abbiano visto”.

E “Su come è stato prorogato il Green Pass – ha detto ancora – non abbiamo fatto altro che riportare lo scambio dei i documenti intercorsi tra il ministro della Salute e il Cts. Sono no vax anche loro?”

Report è da sempre a favore del vaccino come migliore prevenzione, ma un fatto non ha colorazioni no vax – ha concluso Ranucci – E’ un fatto punto, che piaccia o no. Cercare di nascondere degli errori è il miglior modo di alimentare chi non crede nel vaccino. Inoltre, la conclusione della puntata era che bisogna fare la terza dose, chiedendo attenzione però a farla ai giovani, e soprattutto che il Green Pass ha validità  sei mesi non 12. Il contrario di quello di cui ci accusano. Semmai c’era un messaggio etico: pensiamo anche a vaccinare chi nel terzo mondo non ha neppure la prima dose”.

Un inaudito attacco alla libertà di informazione. Ancora una volta emergono forme di pressione nei confronti di giornalisti indipendenti “scomodi”. Cane da guardia della democrazia. Questo è il ruolo che la libera informazione deve poter  svolgere  in una società democratica, secondo una formula spesso utilizzata, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Molti  desiderano invece che il cane da guardia non morda e non disturbi.

CiCre

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest