Governo, chiuso accordo M5S-Lega: Giuseppe Conte in pole come premier

Domani Di Maio e Salvini al Colle per sottoporre i nomi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Favorito per il ruolo del presidente del consiglio è il giurista foggiano, indicato prima delle elezioni tra i ministri del governo 5 stelle

Chiuso l’accordo tra M5S e Lega per la squadra di governo. Luigi Di Maio e Matteo Salvini si sono visti questa mattina a Roma per definire la lista dei componenti: favoritissimo, per il ruolo di premier, è il giurista Giuseppe Conte. I due leader saranno nell’esecutivo. A Salvini dovrebbe andare il ministero degli Interni, a Di Maio il dicastero del Lavoro. Giancarlo Giorgetti in pole position come sottosegretario alla presidenza.  Domani Salvini e Di Maio saliranno al Colle per sottoporre i nomi al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

 

CHI È GIUSEPPE CONTE – Il probabile presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha 54 anni, ed è nato a Volturara Appulla, un piccolo centro in provincia di Foggia. Separato, un figlio di dieci anni, vive a Roma, dove è il titolare di un grande studio legale, ed è professore ordinario di diritto privato all’Università di Firenze. Era stato indicato per ricoprire l’incarico di ministro della Pubblica amministrazione, deburocratizzazione e meritocrazia nel governo del M5S, annunciato in campagna elettorale. Si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università “La Sapienza” di Roma (1988) con votazione 110/110 e lode. Tra il 1992 e il 1993 è stato borsista presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Ha proseguito gli studi a Yale, negli Stati Uniti, a Vienna, Parigi, Cambridge e New York. Nel corso della sua carriera accademica ha insegnato diritto civile e commerciale presso l’Università di Roma Tre, la Lumsa di Roma, l’Università di Malta e quella di Sassari. Conte è membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, e ha presieduto la commissione speciale del Consiglio di Stato che ha destituito Francesco Bellomo, il consigliere di Stato finito nella bufera per i corsi per aspiranti magistrati in cui le borsiste venivano obbligate a indossare minigonne. È anche condirettore della collana Maestri del diritto per Laterza.

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