Giustizia, i magistrati onorari: “Task force per abbattere l’arretrato”

Vpo, Got e giudici di pace in sciopero dal 19 al 229 gennaio. Le richieste dell’associazione di categoria

Secondo gli ultimi dati Cepej l’Italia risultava ultima in Europa già prima della pandemia: i processi civili fino al terzo grado nel 2018 duravano oltre sette anni, in media 2.655 giorni, più del doppio della Francia, 1221 giorni. “Il Covid ha ulteriormente – sostengono Vincenzo Crasto e Maria Rosaria Spina, rispettivamente presidente e segretario nazionali dell’Associazione italiana magistratura onoraria – rallentato il funzionamento della macchina giudiziaria, fino quasi ad arrestarla. In molti uffici giudiziari sono stati celebrati pochissimi procedimenti relativi a cause iscritte a ruolo nell’anno 2020. La situazione è molto grave ed è destinata ad aggravarsi ulteriormente se non si dovesse intervenire”. Sono giorni di agitazione, fra i magistrati onorari. Dal 19 al 22 gennaio è proclamata l’astensione dalle udienze penali e civili di Vpo, Got e giudici di pace. Nello stadio attuale, per Crasto e Spina “si rischia di perdere due anni. Non è accettabile per il Paese, considerando che l’inefficienza della giustizia costerebbe svariati punti di Pil, ovvero decine e decine di miliardi di euro. Quello che l’Italia otterràcon il Next Generation Eu verrebbe in parte sprecato”.

Secondo l’associazione di categoria, in Italia Giudici di pace, Giudici onorari e Vice procuratori onorari “sono molto efficienti e sono pronti a fare la propria parte con il senso dello Stato e l’abnegazione, unanimemente riconosciuti. Già oggi un processo dinanzi al Giudice di Pace dura in media un anno (dati min. Giustizia). I GOT hanno tempi di definizione dei giudizi non dissimili”.

E pertanto, si dichiarano “disponibili a mettere a disposizione del Paese la nostra professionalità ed esperienza ultraventennale e partecipare a vere e proprie “task force” specificamente dedicate all’abbattimento dell’arretrato”. La proposta è di creare sezioni stralcio, sul modello dei Giudici onorari aggregati (cd. GOA, istituiti con l. 276 del 1997), con la fissazione di tempi celeri e certi, compresi possibilmente entro l’anno, per la definizione dei processi.
“Ovviamente tale soluzione – aggiungono i vertici dell’associazione – non può prescindere da una rapida approvazione con Decreto legge della riforma della magistratura onoraria che riconosca la piena dignità della funzione e garantisca continuità delle funzioni ed il rispetto dei diritti costituzionali – in primis previdenziali ed assistenziali -, ancora oggi inopinatamente negati, mentre la predetta legge istitutiva dei GOA li disciplinava all’art.8”.

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