Cgil e Uil rilanciano: “Sicurezza, controlli e leggi. Il Governo passi dalle parole ai fatti”
Si celebrano oggi i funerali di due delle tre vittime dell’ennesima strage sul lavoro che ha scosso Napoli. Il 25 luglio scorso, Ciro Pierro (62 anni), Luigi Romano (67) e Vincenzo Del Grosso (54) sono precipitati da circa venti metri mentre lavoravano su un montacarichi, crollato improvvisamente durante la manutenzione di un edificio al Rione Alto. Nessuno dei tre operai indossava dispositivi di sicurezza. Erano lì per lavorare. Per guadagnarsi il pane. Sono morti così, nel silenzio assordante di un sistema che ancora oggi, nel 2025, continua a ignorare la sicurezza di chi lavora.
Durante i funerali di Ciro e Luigi, celebrati rispettivamente a Calvizzano e Secondigliano, è arrivata forte e chiara la voce del cardinale di Napoli, don Mimmo Battaglia: “Non è stato il destino. È stata la mancanza di regole, di controlli, di rispetto. È stata l’assenza di responsabilità, è stato il silenzio colpevole, è stata la corsa al profitto che mette il guadagno sopra la vita umana”. Una denuncia chiara, senza veli. Parole pesanti, parole necessarie.
Un grido che scuote le coscienze
Le parole del cardinale, ha sottolineato il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci “sono pietre pesantissime che devono scuotere le coscienze di tutti: istituzioni, politica, imprese e sindacati”. Ricci ha ricordato il fallimento del recente referendum promosso dalla Cgil, che chiedeva regole più stringenti per responsabilizzare le ditte appaltatrici: “Non aver raggiunto il quorum, anche per colpa di chi ha invitato all’astensione, ha impedito che il nostro Paese si dotasse di strumenti di tutela vera per lavoratori e lavoratrici”.
Ricci non ha risparmiato critiche neanche a chi, oggi, esprime cordoglio solo a parole: “Le parole degli esponenti del Governo lasciano il tempo che trovano se non verranno seguite da azioni concrete, che mettano al centro prevenzione, formazione, ispezioni vere e pene severe per chi mette a rischio la vita altrui”.
“Zero morti sul lavoro”: la Uil rilancia la battaglia
“Un grande grazie a don Mimmo Battaglia, che anche oggi ha fatto sentire la sua voce. È tempo di trasformare rabbia e indignazione in azione concreta”, ha dichiarato Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania e Napoli. La Uil rilancia la sua campagna “Zero morti sul lavoro”, un impegno che – sottolinea Sgambati – non conoscerà arretramenti: “Senza controlli, con l’ingordigia del profitto, si calpesta la dignità e la sicurezza. Non lo permetteremo”.
Le indagini: accertamenti su bulloni e ancoraggi
Intanto la Procura di Napoli ha disposto accertamenti irripetibili sulla struttura crollata. Al centro delle indagini, i bulloni e i perni di ancoraggio dell’elevatore che ha ceduto. Sabato inizierà la rimozione dell’impianto con l’ausilio di una gru. Ai rilievi parteciperanno i periti nominati dai legali degli indagati e quelli delle famiglie delle vittime.
Lavorare non deve essere morire
Il messaggio che viene da Napoli è chiaro: non si può più morire di lavoro. Non si può più scambiare il diritto a una paga con il rischio quotidiano della morte. “Chi lavora ha diritto a tornare a casa la sera. A stringere i figli. A dire: ci vediamo domani”, ha detto ancora il cardinale Battaglia. È tempo di dire basta. E di trasformare il dolore in una battaglia collettiva, perché nessuno debba più morire per lavorare.
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