Il vescovo Francesco Marino e il cardinale Mimmo Battaglia guidano la funzione funebre
La cattedrale di Nola si è riempita di commozione per dare l’ultimo saluto a Domenico Caliendo, il piccolo di due anni e mezzo tragicamente scomparso all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore effettuato con un organo danneggiato. La cerimonia, densa di dolore e solidarietà, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e religiose.
Tra i presenti vi erano il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il sindaco metropolitano di Napoli, Gaetano Manfredi, i sindaci di Nola e Taurano, rispettivamente Andrea Ruggiero e Michele Buonfiglio, e il prefetto di Napoli, Michele di Bari. A guidare la celebrazione è stato il vescovo di Nola, Francesco Marino, mentre sull’altare sedeva anche l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, vicino alla famiglia di Domenico negli ultimi giorni e colui che ha impartito l’estrema unzione al piccolo.
Durante l’omelia, Francesco Marino ha rivolto parole che hanno toccato profondamente i presenti: “Domenico, in queste lunghe e difficili settimane, è diventato un figlio per tutti noi. In questa chiesa, che è casa di tutta la diocesi, sentiamo come nostro il dolore dei suoi genitori. E se è vero che i figli sono ‘pezzi di cuore’, anche il cuore di ciascuno di noi si è spezzato davanti a questa tragedia incomprensibile”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla cerimonia, accolta dal prefetto di Napoli, e si è fermata a salutare i genitori di Domenico prima di prendere posto accanto alle altre autorità. Con lei erano presenti il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, insieme ai sindaci e ai rappresentanti istituzionali già citati.
Il lutto della comunità si è fuso con un sentimento di vicinanza e partecipazione collettiva, trasformando la cattedrale in un luogo di cordoglio condiviso e di omaggio al piccolo Domenico, ricordato da tutti come un “figlio di tutti noi”.
CiCre
