Fratello, vuoi cancellare i tuoi peccati? Comprati la benedizione su Internet

La Guardia di Finanza ha sequestrato pergamene/souvenir con tanto di remissione dei peccati: tariffe dai 13 ai 25 euro

La religione, diceva Marx, è l’oppio dei popoli. Scegliendo quella droga non a caso visto che l’utilizzo di oppiacei riduce la sensibilità e la risposta emotiva al dolore, all’ansia, al disagio, di fatto collocando chi crede, in un puffosissimo limbo di certezze incrollabili. E beati loro, aggiungo io. Quello che Marx non poteva sapere (ma forse sotto sotto se lo sentiva di scendere) è che il bovino popolo dei fedeli sarebbe stato oggetto di una truffa di proporzioni giga. E non per mano di chi ha confezionato e divulgato le sacre scritture o fotografato madonne piangenti come salici. Qui si parla di false benedizioni. Ben 3.500. A riportare coi piedi per terra i pellegrini giubilari la Guardia di Finanza di Roma che ha sequestrato pergamene/souvenir recanti benedizioni apostoliche per un valore di oltre 70mila euro. Questi lasciapassare per il paradiso erano stampati poco lontano dalla Basilica di San Pietro, personalizzabili col nome del pellegrino, disponibili in diverse lingue. A chi sembri vagamente assurdo pagare con moneta sonante una benedizione, che no ma veramente paghi e hai la protezione divina? non è possibile, mica siamo ancora nel Medioevo che uno posa i soldi e si cancellano le macchie manco stessimo facendo un lavaggio a 90°, va fatto presente che la truffa scoperta con l’operazione Jubilaeum è, a ben vedere, ai danni del Vaticano e non dei fedeli, i quali, per entrare in possesso dello stesso pezzo di carta sono chiamati a versare dai 13 ai 25 euro –il prezzo varia a seconda del modello scelto dall’Ufficio per l’occasione indicata- cui vanno aggiunte le spese per la spedizione (7 euro in Italia, 13 euro resto del mondo con pratico DHL). Pergamena per pergamena non è forse più pratico risparmiarsi una fila alla posta per pagare ‘sto benedetto – e l’aggettivo non è usato a caso- bollettino? Chiudo così come ho aperto, citando un altro signore che ne sapeva di esseri umani, debolezze, paure, fragilità: ‘il sonno della ragione, genera mostri’.

Sarah Galmuzzi

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