Le vittime viaggiavano su quattro autobus entrati nella zona proibita del Wahat, nel deserto occidentale

IL CAIRO – Non dovevano essere lì. Questa la spiegazione di Stato per una pagina nera della lotta al terrore jihadista. Le forze di sicurezza egiziane hanno ucciso per errore 12 persone, tra cui alcuni turisti e loro guide, durante una operazione antiterrorismo. Lo riferisce la Bbc, citando il ministero dell’Interno egiziano. I turisti stavano viaggiando su quattro autobus entrati nella zona proibita del Wahat, nel deserto occidentale.

 

LA RICOSTRUZIONE – Secondo la testata El Mundo, che cita una fonte del tour operator, mentre i turisti stavano cenando, tre aerei da combattimento dell’esercito hanno cominciato a sparare e lanciare missili sui veicoli, distruggendoli. Alcuni hanno cercato di scappare ma i militari li hanno inseguiti aprendo il fuoco su chiunque fuggisse. Secondo il dipendente della società organizzatrice, la maggioranza dei turisti proveniva dal Cile. Il gruppo stava viaggiando seguendo un itinerario che va dal Cairo all’oasi di Bahariya. Dovevano passare la notte in un hotel di Bahariya, ma si sono fermati 100 km prima dell’oasi. Durante la sosta, i viaggiatori sono scesi dai 4 suv per la cena. La società nega che si trattasse di una zona proibita ai civili e che si trovassero in un’area di attività terroristiche.

Una portavoce del ministero egiziano del turismo ha riferito invece all’ Associated press che la società organizzatrice non aveva permessi e non aveva informato le autorità, mentre per ogni escursione alla zona di Farafra è richiesta una specifica autorizzazione.

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