E’ tempo per un partito di ispirazione socialista

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

L’Italia è assorta tutta sul festival di Sanremo e sull’ultimo vincitore del Grande Fratello VIP, quindi sembra di non accorgersi che nel Paese sussiste un problema, più culturale che politico: la totale assenza di una cultura di sinistra di stampo progressista e socialista, in grado di captare le risposte di quei bisogni inascoltati.

Con il “governissimo” guidato da Mario Draghi, la sinistra italiana sembra perdere ogni dignità e valore in nome del governiamo, che non è responsabilità, ma figlio dell’incapacità di trovare risposte o comunque di cercare al proprio interno un’identità.

Il Partito Democratico, apoditticamente, sembra essere diventata una nuova Democrazia Cristiana in miniatura, dove l’unico intento è quello di governare per governare; reggere lo status quo delle cose o per la sola paura di smarrirsi nei meandri dell’opposizione, nel mentre si cerca un’identità.

Riprendendo le parole dell’intervento di Gianni Cuperlo durante l’ultimo direzione nazionale, il PD non ha vinto una sola elezione politica dalla sua nascita: ha perso nel 2008, pareggiato nel 2013 e riperso nel 2018. L’ultima volta che il centro-sinistra unito ha vinto è stato nel 2006 con Romano Prodi.

Durante questi 15 anni, il Partito Democratico ha governato per 12 anni, e lo ha fatto all’interno di coalizioni non proprio vicine alla cultura sinistroide, democratica e progressista; però lo si faceva e lo si fa tutt’ora per responsabilità, nel 2011 ce lo chiedeva Napolitano e la crisi economica, nel 2013 dovevamo andare con Berlusconi perché i 5s avevano detto no e non potevamo votare, nel 2019 non potevamo permettere a Salvini di Governare e nel 2021 ce la pandemia e lo chiede Mattarella.

La domanda però sorge spontanea: la prossima volta per chi o per cosa il PD sarà al Governo?

Governare è e deve essere la legittima aspirazione politica di un partito, affinché si possano trasformare le proprie idee in realtà concrete; invece negli anni abbiamo accettato compromessi sempre più deleteri, dal patto del Nazareno al taglio dei parlamentari e non ultimo un Governo dove torna Brunetta alla pubblica amministrazione, dove il Sud passa nella mani di chi invoca il regionalismo differenziato e la giustizia passa in mano ai conservatori, di cui uno avvocato di Silvio Berlusconi nel processo “Ruby ter”.

Più che un compresso parrebbe essere una dichiarazione di resa e l’ammissione della sola cosa che sappiamo fare: governare!

Probabilmente, anziché fare la guerra Zingaretti, servirebbe trovare una formula nuova che veda la nascita di un partito di ispirazione socialista, che possa riunire tutte le sigle parlamentari e non che si riconosco in pochi temi indennitari quali l’abolizione totale del capitalismo, il lavoro e la redistribuzione, la lotta all’illegalità e l’abbattimento della povertà e l’innalzamento del livello culturale della Repubblica; una sinistra nuova ed ecologista, capace di riconquistare uno spazio di egemonia il quel mondo oggi rimasto privo di ogni forma di guida, che cerca, sovente, risposte, preferendo il non scegliere per scegliere di restare fedeli ai propri valori.

Gaber cantava che cos’è la destra e cos’è la sinistra, trovando risposte nelle cose più semplici, come utensili della vita quotidiana; probabilmente oggi faticherebbe perfino lui a trovare differenze e forse direbbe, insieme a Nanni Moretti: “Zinga, dì qualcosa di sinistra”!       

Francesco Miragliuolo 

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest