Immediata la replica del Cremlino: “i negoziati dovranno tenere conto delle realtà che emergono sul terreno, e per Mosca rimangono immutate le condizioni poste dal presidente Vladimir Putin lo scorso giugno: “ritiro degli ucraini dalle quattro regioni parzialmente occupate dai russi e rinuncia ufficiale a entrare nella Nato“.
Il presidente eletto americano, Donald Trump, ha fatto appello per un “cessate il fuoco immediato” in Ucraina e per l’avvio di “negoziati” e ha affermato che il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, “vorrebbe concludere un accordo” con Mosca per mettere fine al conflitto.
Ieri Trump a Parigi ha avuto un incontro trilaterale all’Eliseo con Zelensky e con il presidente francese, Emmanuel Macron.
“Zelensky e l’Ucraina – scrive Trump sul suo social Truth – vorrebbero fare un accordo e porre fine a questa follia. Hanno perso in modo ridicolo 400 mila soldati e molti più civili. Dovrebbe esserci un cessate il fuoco immediato e dovrebbero iniziare i negoziati“.
Donald Trump ha avvertito in un’intervista a Nbc news che è “possibile” che la sua amministrazione decida di ridurre gli aiuti all’Ucraina. “Probabilmente”, così ha risposto Trump alla domanda sull’eventuale riduzione degli aiuti all’Ucraina.

Immediata la risposta. “Per facilitare negoziati sull’Ucraina il presidente Volodymyr Zelensky deve annullare il decreto con cui aveva vietato trattative con la leadership russa – afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Secondo Peskov, tuttavia, i negoziati dovranno tenere conto “delle realtà che emergono sul terrreno“, e per Mosca rimangono immutate le condizioni poste dal presidente Vladimir Putin lo scorso giugno: “ritiro degli ucraini dalle quattro regioni parzialmente occupate dai russi e rinuncia ufficiale a entrare nella Nato“.
“Leggiamo con attenzione la dichiarazione del presidente eletto degli Stati Uniti, rilasciata dopo un incontro a Parigi con Macron e Zelensky”, ha detto Peskov. “Il presidente Putin ha ripetutamente affermato che la Russia è aperta ai negoziati sull’Ucraina e accoglie con favore le iniziative di pace provenienti principalmente dai paesi del Sud del mondo”, ricorda il portavoce, per poi ribadire che “le condizioni per la cessazione immediata delle ostilità sono state stabilite dal presidente Putin nel giugno di quest’anno nel suo discorso al Ministero degli Esteri russo”. “È importante ricordare qui – conclude Peskov – che è l’Ucraina che ha rifiutato e continua a rifiutare i negoziati. Inoltre Zelensky, con il suo decreto, ha vietato a se stesso e alla sua amministrazione qualsiasi contatto con la leadership russa”.
Intanto l’Unione Europea continua ad affermare scelte politiche guerrafondaie. La Ue ha chiesto di dedicare lo 0,25 del Prodotto Interno Lordo a supporto dell’Ucraina, per l’Italia si tratta di 5,6 miliardi. Soldi, invece, che andrebbero utilizzati per potenziare il settore della sanità.

