La protesta dei metalmeccanici esplode per la mancata partecipazione allo sciopero generale
Questa mattina, tra le 8.30 e le 9, alcuni dirigenti della Uil metalmeccanici sono stati aggrediti davanti ai cancelli dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano. Tra le persone coinvolte figurano Luigi Pinasco, segretario generale della sezione genovese, Claudio Cabras, segretario organizzativo, e tre delegati. Secondo quanto riferito dalla Uil, i sindacalisti sarebbero stati colpiti con calci e pugni e inseguiti per circa un chilometro da un gruppo di individui con felpe riconducibili alla Fiom.
L’episodio si colloca a poche ore dagli scontri di ieri durante il corteo dei metalmeccanici, segnato da giorni di scioperi e tensioni per la vertenza Ilva. I dirigenti stavano per partecipare a una diretta televisiva su Rai 3, nella trasmissione Restart, quando sarebbe stato chiesto loro di rimuovere qualsiasi simbolo della Uil dai propri indumenti. “Pensavamo che sarebbe finita lì”, raccontano. Tuttavia, pochi minuti dopo, un gruppo inizialmente di una ventina di persone, poi cresciuto a oltre cento, li avrebbe circondati e inseguiti. Alcuni aggressori avrebbero urlato: “Non tornate più”. I dirigenti si sono recati immediatamente al pronto soccorso per le cure.
La reazione della Uil non si è fatta attendere. Il segretario generale Pierpaolo Bombardieri ha parlato di un vero e proprio “attacco squadristico”, invitando Cgil e Fiom a condannare fermamente l’aggressione. “La democrazia non può essere difesa con le violenze. Se ci sono diversità di vedute e si aggredisce si rischia di rasentare il terrorismo. È bene dirlo in modo chiaro, le tensioni non vanno risolte con le aggressioni”, ha sottolineato.
Subito dopo, una nota congiunta di Maurizio Landini, segretario generale Cgil, e Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, ha sottolineato come l’accaduto non debba essere strumentalizzato né associato al terrorismo. “La Fiom e la Cgil hanno sempre lottato contro il terrorismo e per affermare la democrazia, anche a costo della perdita della vita come accaduto proprio all’ex Ilva di Genova al nostro delegato Guido Rossa. Rimarremo impegnati a ripristinare un clima di confronto costruttivo e di rispetto delle differenze per dare una positiva soluzione alla vertenza ex Ilva, in sintonia con le legittime aspettative di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori rese manifeste dallo sciopero generale dei metalmeccanici”, si legge nel comunicato.
Molti osservatori ritengono alquanto esagerato definire “terroristi” i lavoratori che hanno contestato i dirigenti della Uil. La protesta, seppur energica, si inserisce nel contesto della rabbia operaia per la vertenza Ilva e per la decisione della Uilm Genova di non aderire allo sciopero generale di ieri.
Ciro Crescentini
