De Magistris a gamba tesa: “L’Europa dei popoli non è quella di Ventotene”

Duro post su Facebook del sindaco di Napoli: “Dal basso si sta costruendo un’alternativa”

“L’Europa dei popoli e della giustizia sociale non è quella messa in scena – con una potente grancassa mediatica – lunedì 22 agosto tra la portaerei Garibaldi e l’isola di Ventotene. Lor Signori sono i responsabili dell’Europa dell’austerità, dei vincoli economici sulla pelle della gente, degli strangolamenti alle popolazioni locali”. Così su Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. “Hanno consolidato l’Europa disumana. L’Europa della produzione e vendita di armi, delle oligarchie, senza politica estera, assente in politica di sicurezza – aggiunge de Magistris –  Governi che negli ultimi anni hanno contribuito con guerre illegali ad alimentare la tragedia umanitaria alla quale oggi non sanno porre rimedio. Il presidente del Consiglio Renzi avrebbe fatto bene ad evitare di scomodare Altiero Spinelli il quale, nel suo Manifesto, proponeva un’Europa unita nelle diversità, dal Portogallo alla Russia. Non mi sembra che la politica di questa Europa miri a questo. Gli statisti non si costruiscono con le bolle mediatiche. Gli statisti sono quelli che misero le fondamenta per un’Europa unita, successivamente mai realizzata; statisti sono quelli che realizzarono la più bella Costituzione del mondo, che oggi Renzi vuole stracciare in buona parte. Mentre Lor Signori mostrano muscoli e giocano a fare la guerra, in Italia, in Europa, nel mondo, dal basso, dagli ultimi, si sta provando a costruire un’alternativa – aggiunge de Magistris –  Utopia? No. Concreta possibilità. Dipende dalla collettivizzazione di volontà autonome ma non contrapposte. Costruire comunità orizzontali e non verticali. Realizzare luoghi in cui le moltitudini discutono e decidono, in alternativa ai pochi oligarchi che sono il prodotto delle stanze chiuse dei centri di potere neo-liberisti. Comunità in cui la cultura è il vero pilastro della ricostruzione. Luoghi in cui la differenza è una ricchezza e non un pericolo o dove le persone sono numeri suscettibili di calcolo economico per percepirne la convenienza. Scarti umani da discarica o schiavi delle politiche neo-coloniali. Comunità in cui contano le persone, non le accumulazioni di denaro. Luoghi in cui l’essere vince contro l’avere. Comunità in cui la natura è sorgente di vita non oggetto da stuprare. Luoghi in cui si recuperano i valori della vita: uguaglianza, giustizia, dignità, onestà, rispetto, amore. Comunità in cui si dovranno dare risposte sempre più concrete ai bisogni reali. Non ai fabbisogni dei potenti. Non più sperpero di denaro pubblico e gigantesche inutili opere pubbliche. Diritto ad un tetto dignitoso per tutti gli abitanti delle nostre comunità. Diritto ad acqua e cibo per tutti. Tutto a km 0”.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest