Ddl anti corruzione, ok dal cdm: ai corrotti “daspo” a vita, c’è l’agente infiltrato

Ai condannati con pene superiori ai 2 anni non sarà più possibile stipulare contratti con la Pubblica amministrazione, misura non revocabile prima di 12 anche per i riabilitati. Sconti per i “pentiti” delle mazzette, stop al finanziamento anonimo a partiti e fondazioni

Ok al ddl “spazza corrotti” dal Consiglio dei ministri. Uno degli atti “particolarmente significativi e qualificanti delle iniziative di governo spiega il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa- . E’ un provvedimento che si inquadra nell’ambito delle riforme strutturali che servono al Paese”. Tra le misure spicca il “daspo” ai corrotti.

IL DASPO AI CORROTTI – Se una persona è condannata in via definitiva per corruzione (e 8 nuovi reati sono stati inseriti), infatti,non avrà più la possibilità di stipulare contratti con la Pubblica amministrazione. Per condanne fino a due anni, il daspo può durare da 5 a 7 anni. Quando invece la condanna è superiore a 2 anni il Daspo è a vita. Una revoca potrà essere concessa in caso di riabilitazione, ma solo passati 12 anni dall’espiazione della pena. Se il soggetto è recidivo, i tempi aumentano, perché in quel caso servono 10 anni per chiedere la riabilitazione. Un periodo di tempo a cui vanno aggiunti i tre anni previsti per ottenere la riabilitazione.”Il mio messaggio è che da ora in poi non se la cava più nessuno” ripete il guardasigilli Alfonso Bonafede”.

 

AGENTE SOTTO COPERTURA – Nella lotta alla corruzione è introdotta la figura dell’agente sotto copertura, recependo una convenzione Onu firmata dall’Italia già nel 2003.

 

I PENTITI DELLE MAZZETTE – Il ddl vara anche agevolazioni per chi confessa volontariamente fatti non ancora oggetto di indagine, purché i reati siano commessi non più di 6 mesi prima, oppure restituisce entro quella data fondi ricevuti tramite corruzione. E a patto che non ci sia premeditazione. Ci saranno così i primi pentiti della corruzione.

 

PARTITI E FONDAZIONI, STOP A DONAZIONI ANONIME –  Nuove norme in materia di trasparenza e controllo dei partiti e movimenti politici, volte a rendere palese al pubblico e sempre tracciabile la provenienza di tutti i finanziamenti.  C’è anche lo stop ai finanziamenti anonimi a partiti e fondazioni legate alla politica, ad analoghi comitati e organismi pluripersonali privati di qualsiasi natura e qualificazione. “Chi finanzia un partito se lo vuole fare non si può più nascondere dietro l’anonimato – dice il vicepremier Luigi Di Maio -. Non esiste più che la legge dello Stato fa da palo a chi prima dà i soldi e poi riceve in cambio dopo le elezioni. Stop a questo meccanismo che è stato alla base della Seconda Repubblica, nella Terza non sarà più così”.

(Foto Alfonso Bonafede/Twitter)

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