Cyberspionaggio, Gabrielli rimuove il capo della polizia postale

Roberto Di Legami assegnato a un nuovo incarico. Tra i motivi alla base della decisione ci sarebbe l’aver sottovalutato la portata dell’indagine sullo spionaggio dei politici senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza. L’indagato Giulio Occhionero nega gli addebiti

Il primo effetto della clamorosa inchiesta sul cyberspionaggio è il cambio al vertice della polizia postale, che indaga sul caso. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha rimosso l’attuale direttore, Roberto Di Legami, assegnato a un nuovo incarico. Tra i motivi alla base della decisione, da quanto si apprende, ci sarebbe l’aver sottovalutato la portata dell’indagine sullo spionaggio dei politici senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza. Intanto, è in corso l’interrogatorio di Giulio Occhionero, uno dei due arrestati. “Il mio assistito nega di aver fatto attività di spionaggio – afferma il legale dell’ingegnere nucleare – i server all’estero li aveva per lavoro. Risponderà alle domande del gip e ha cose da chiarire, ma lui nega di aver fatto alcunché di illecito”.

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