Cucchi, l’ultima versione: per i periti morì di epilessia improvvisa

Secondo gli esperti nominati dal gip sono due le ipotesi sulla morte del giovane: una riconducibile ad un attacco epilettico per il quale svolse un ruolo la tossicodipendenza, l’altra alla frattura della vertebra sacrale

E’ l’ultima versione, quella che farà più discutere. Per Stefano Cucchi, benché dati raccolti “non consentono di formulare certezze sulla (e) causa (e) di morte”, due sarebbero le ipotesi prospettabili: una riconducibile all’epilessia e l’altra alla frattura alla vertebra sacrale. E’ la ricostruzione scientifica sulla morte del 30enne geometra romano, deceduto 7 anni fa in carcere, secondo i periti guidati dal professor Introna e nominati dal gip Elvira Tamburelli nell’ambito dell’inchiesta bis. L’ipotesi più attendibile è proprio quella di “una morte improvvisa ed inaspettata per epilessia” per la quale “la tossico-dipendenza di vecchia data – aggiungono gli esperti – può aver svolto un ruolo causale favorente per le interferenze con gli stessi farmaci antiepilettici, alterandone l’efficacia e abbassando la soglia epilettogena”. E, “analogamente, concausa favorente può essere considerata la condizione di severa inanizione” che avrebbe avuto Cucchi. La seconda ipotesi “è correlata con la recente frattura traumatica di S4 associata a lesione delle radici posteriori del nervo sacrale”. Queste due ipotesi, per i periti sarebbero “entrambe possibili”, ma “la prima, a nostro avviso, dotata di maggiore forza ed attendibilità nei confronti della seconda”. Il passaggio della perizia che innescherà polemiche è questo: “Le lesioni riportate da Stefano Cucchi dopo il 15 ottobre 2009 non possono essere considerate correlabili causalmente o concausalmente, direttamente o indirettamente anche in modo non esclusivo, con l’evento morte”. Dunque, secondo le conclusioni cui giunge il collegio dei periti, le botte ricevute da Stefano Cucchi non hanno un nesso causale con la sua morte.

 

ILARIA CUCCHI: “AVREMO UN PROCESSO PER OMICIDIO” – “Avremo un processo per omicidio”. Così si intitola un lungo post su Facebok di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, “Queste – scrive la donna – sono le conclusioni della Perizia Introna. Il perito Introna tenta di scrivere la sentenza finale del processo per i responsabili del violentissimo pestaggio a mio fratello.Riconosce ‘bontà sua’ la frattura di L3 da noi per sette anni sostenuta e riconosciuta dai PM, poi alza una cortina di fumo dicendo che è impossibile determinare con certezza una causa di morte di Stefano”.
“Il collegio peritale poi – prosegue Ilaria Cucchi – si avventura a formulare due ipotesi di morte. La prima, per epilessia, che se in un primo momento viene ritenuta forse più probabile, nelle conclusioni la definisce ‘priva di riscontri oggettivi’. La seconda, dopo aver riconosciuto tutte le evidenze cliniche da sempre dai nostri medici legali evidenziate, riconosce il ruolo del globo vescicale come causa di morte in conseguenza delle fratture. A pagina 195 descrive compiutamente ‘un’intensa stimolazione vagale produce brachicardia giunzionale’, che ovviamente è conseguenza delle fratture, e poi della morte”.
“Il perito Introna infatti poi fa il giurista e – sostiene la sorella di Cucchi – dice in buona sostanza che coloro che lo hanno violentemente pestato rompendogli la schiena in più punti non sono responsabili della sua morte per il fatto che il terribile globo vescicale che ha fermato il suo cuore non si sarebbe formato se non ci fosse stata la responsabilità degli infermieri. È questa la causa di morte da noi sempre sostenuta in questi anni, che a differenza dell’epilessia ha elementi oggettivi e riscontrati dagli stessi periti”.
La donna aggiunge: “Raffreddo gli entusiasmi di coloro che si fanno forza di una presunta morte per epilessia facendo notare che i periti non sono nemmeno d’accordo con loro stessi sull’effettiva assunzione della terapia anti epilettica da parte di Stefano, che – scrive – sarebbe l’elemento centrale per arrivare, a dir loro, a quella causa di morte. Infatti, mentre a pagina 196 della perizia sostengono che ‘non è verosimile che Cucchi abbia assunto una terapia anti epilettica’, a pagina 186 invece avevano scritto che aveva preso le medicine. Faccio comunque notare che non è il giurista Introna a definire il nesso causale ma saranno i magistrati della procura ed i giudici”. Ilaria Cycchi conclude: “Con una perizia così ora sappiamo che finalmente abbiamo ottime possibilità di vedere processati gli indagati per omicidio preterintenzionale. Con buona pace dei medici e degli infermieri che vengono continuamente assolti”.

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