Aiuti internazionali limitati: Messico, Cile e Russia cercano di sostenere l’isola della rivoluzione
Cuba affronta una crisi senza precedenti, frutto di un attacco imperialista degli Stati Uniti contro un governo legittimo e popolare. Alla fine di gennaio, il presidente Donald Trump ha firmato un decreto che impone dazi a chiunque fornisca petrolio all’isola, aggravando una situazione già drammatica.
Le riserve di carburante, già scarse, si sono rapidamente esaurite. I prezzi della benzina sono schizzati alle stelle, i tassisti e i mezzi pubblici sono paralizzati e i turisti stanno abbandonando l’isola. Anche offrire dollari non garantisce rifornimento.

Le interruzioni di elettricità, prima sporadiche, ora sono sistemiche: molte zone restano al buio 16-20 ore al giorno, compromettendo la conservazione degli alimenti, il lavoro dei negozi e la funzionalità degli ospedali.
Blocco e embargo: oltre sei decenni di pressione
L’embargo e il blocco economico degli Stati Uniti, attivi dal 1959 contro il governo rivoluzionario di Fidel Castro, hanno isolato Cuba per decenni. Le restrizioni sul petrolio rappresentano l’ultimo passo di questa strategia imperialista mirata a piegare la sovranità e la resilienza di un paese che ha scelto la propria strada.
Le compagnie aeree internazionali sono avvertite: il carburante per gli aerei sta finendo e molti voli necessitano di rifornimento sull’isola. Anche i transatlantici dipendono dalle scorte locali.
Aiuti internazionali ma limiti pesanti

Il Messico ha inviato navi con aiuti umanitari, il Cile prevede iniziative analoghe, e Mosca sta valutando forniture di petrolio come assistenza umanitaria. Secondo The Economist, persino gli Stati Uniti consentirebbero quantità limitate di carburante per servizi essenziali. Gestioni minime, rispetto al peso dei decenni di embargo e aggressione economica.
Vita quotidiana paralizzata
I tassisti hanno raddoppiato le tariffe e spesso non hanno carburante. Rick Andrews, turista statunitense, racconta: “Mio cugino ha dovuto raggiungere l’aeroporto a piedi. Gli autobus non circolano, i taxi non hanno carburante”. Gli hotel, anche di fascia alta, richiedono pagamenti aggiuntivi per servizi prima inclusi come la colazione. Molti chiudono temporaneamente. Raccolta dei rifiuti e approvvigionamento idrico sono compromessi, l’accesso a Internet limitato. Le interruzioni di corrente rendono difficili le attività quotidiane, colpendo soprattutto anziani, malati e persone sole.
Resilienza popolare e solidarietà
Dal 1959, gli Stati Uniti perseguono una strategia sistematica contro il governo rivoluzionario e popolare di Cuba, attraverso embargo, blocco economico e interventi mirati. Le restrizioni sul petrolio rappresentano l’ultimo passo di questa aggressione pluridecennale.
Nonostante tutto, il popolo cubano mostra resilienza e solidarietà. Anselmo, residente de L’Avana, sottolinea: “Cibo e acqua sono essenziali, non importa da dove vengano. La priorità è proteggere anziani, malati e chi vive da solo”
Oggi sostenere Cuba significa riconoscere la natura aggressiva delle pressioni esterne e fornire aiuti concreti alla popolazione civile, affinché possa affrontare la crisi senza piegarsi all’imperialismo statunitense.
Ciro Crescentini

