I vigili del fuoco hanno lavorato in condizioni di altissimo rischio per liberarlo
Roma piange la morte di Octay Stroici, 66 anni, l’ultimo operaio rimasto intrappolato per 11 ore tra le macerie della Torre dei Conti, crollata ieri durante lavori di restauro. Nonostante i tentativi di rianimazione in ambulanza e il trasporto urgente al Policlinico Umberto I, Stroici è deceduto, lasciando sgomenta la comunità e i colleghi.
Secondo il portavoce dei vigili del fuoco, Luca Cari, le operazioni di soccorso sono state estremamente delicate: “I vigili del fuoco hanno operato in condizioni di massimo pericolo, con il rischio costante di ulteriori crolli. Siamo riusciti a liberare il ferito dai detriti, che continuavano a cadere.”
L’incidente ha avuto luogo in due fasi: “Il primo crollo alle 11:30 ha interessato uno sperone costruito negli anni ’30; il secondo alle 12:50 ha coinvolto un solaio interno.” Dei nove operai impegnati nel restauro, quattro sono rimasti coinvolti: tre sono stati estratti subito dopo il primo cedimento, mentre Stroici è rimasto intrappolato durante il secondo crollo.
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per lesioni colpose e disastro colposo, avviando accertamenti sulle cause del crollo e sulle condizioni di sicurezza del cantiere.
Il tragico episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri storici, dove strutture fragili e interventi complessi richiedono misure di prevenzione rigorose.
Red
