Covid, il prof Tarro: “Molti italiani hanno già sviluppato anticorpi”

Obiettivo immunità di gregge: parla il virologo, per il quale in atto non è una seconda ondata, ma una coda epidemica

La calma e la pacatezza con la quale il professore Tarro affronta gli argomenti che stanno animando il dibattito politico e scientifico è davvero sorprendente.
Con la tranquillità di chi ha familiarità con le emergenze, ci rappresenta la problematica relativa al contagio.
Il professore, ci dice che gli studi effettuati su campioni di popolazione, inducono a pensare che oltre il contatto con il virus un numero consistente di soggetti ha già sviluppato anticorpi, ed è emblematico lo studio che si è potuto effettuare sulla nave da crociera Diamond Princess che se proiettato sulla popolazione italiana stabilirebbe che circa 11.200.000 sono entrati in contatto con il virus.
Secondo il professore Tarro, quella che stiamo vivendo più che una seconda ondata è una coda epidemica, conseguenza di scelte politiche come il lasciar aperte le frontiere con nazioni dove erano noti focolai in corso.
Sui vaccini, il professore con il distacco tipico dello scienziato, oltre a rappresentare che l’offerta è più ampia di quello che si rappresenta, riferendosi ai vaccini russo e cinese, fa presente che l’introduzione nei vaccini occidentali, di un ulteriore elemento come l’acido nucleico, potrebbe interferire con le risposte immunitarie naturali e, questo genera ancora qualche perplessità

Ciro Silvestri

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