Coronavirus, a scuola solo la mascherina chirurgica. E qualche preside pensa alla sospensione per chi non la indossa

I dispositivi prodotti dalla fabbrica automobilistica Fca

Alla vigilia della riapertura delle scuole, il governo e il Comitato tecnico scientifico hanno deciso di imporre agli studenti di indossare le mascherine chirurgiche. Ogni giorno verranno inviate agli istituti ben 11 milioni di mascherine prodotte dagli impianti di Torino e Avellino della fabbrica automobilistica Fca/Fiat. La produzione  fa parte del piano di rifornimento dei dispositivi di protezione individuale, previsto e promosso dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. Saranno poi le scuole a dover organizzare la distribuzione in modo tale da non creare assembramenti. Le mascherine di stoffa saranno ammesse solo se dovessero poi sorgere problemi nella fornitura delle chirurgiche. Il Comitato ha inoltre ribadito che, seduti al banco e ad almeno un metro di distanza, i ragazzi potranno abbassare la mascherina.  E se gli alunni non vorranno indossarla? I consigli di classe discutono animatamente sui provvedimenti da adottare e le opinioni non sono sempre allineate. Come riporta il quotidiano Repubblica, c’è ad esempio la preside dell’istituto tecnologico “Volta” di Perugia che, in caso di mancato rispetto delle regole anti-Covid, ha previsto un voto più basso in condotta e sanzioni disciplinari fino alla sospensione. La decisione assunta dall’Istituto perugino è francamente troppo dura . La linea delle punizioni alimenta solo tensione. Serve un’opera di convinzione e di condivisione. La scuola è una comunità non una caserma.

Ciro Crescentini

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