Consip, una bufala il complotto anti Renzi. E Lotti va a processo

Cinque i rinvii a giudizio: oltre all’ex ministro renziano del Pd, anche Vannoni, Russo e gli ufficiali dei carabinieri Del Sette e Saltalamacchia. Prosciolti gli altri due esponenti dell’Arma, Scafarto e Sessa

Caso Consip, cinque rinvii a giudizio e due proscioglimenti. Ed una prima certezza processuale: nessun complotto contro Matteo Renzi, di cui molti blateravano. Il gup di Roma, Clementina Forleo, manda a processo (il via il 15 gennaio 2020) l’ex ministro e attuale deputato del Pd, Luca Lotti, accusato di favoreggiamento; l’ex consigliere economico di Palazzo Chigi Filippo Vannoni (favoreggiamento); l’ex comandante generale dei carabinieri, Tullio Del Sette (rivelazione di segreto d’ufficio), il generale dell’Arma Emanuele Saltalamacchia (favoreggiamento); Carlo Russo (millantato credito), l’imprenditore amico di Tiziano Renzi. Prosciolti, invece, altri due carabinieri: il maggiore Gianpaolo Scafarto e il colonnello Alessandro Sessa, per i quali la procura di Roma annuncia ricorso in appello. Scafarto era accusato di rivelazione del segreto, falso e depistaggio. Gli veniva contestato anche il falso relativo all’informativa in cui attribuiva all’imprenditore Alfredo Romeo la frase “Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato”, pronunciata invece dall’ex parlamentare Italo Bocchino. Sessa rispondeva solo di depistaggio. Il procedimento è legato al filone di indagine relativo alla fuga di notizie sul fascicolo che era stato avviato dai pm di Napoli sul maxiappalto Consip.

 

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