Il direttore de Il Fatto Quotidiano difende la trasmissione d’inchiesta dopo le polemiche: «Scomoda al potere, mai una condanna»
La recente bufera mediatica e politica attorno a Report e al suo conduttore Sigfrido Ranucci torna a riaccendere i riflettori sulla tenuta dell’informazione d’investigazione in Italia. A prendere una posizione netta sulla vicenda è Peter Gomez, direttore de IlFattoquotidiano.it, che durante la trasmissione In Onda su La7 ha offerto una chiave di lettura ben precisa della situazione: «È la vendetta dei potenti che hanno visto una trasmissione che si è occupata per anni di loro e che, quando hanno querelato, non sono riusciti a portare a casa delle condanne. I colleghi di Report, infatti, non sono mai stati condannati. A questo punto si sale addosso a un errore – ammettiamolo – di Ranucci, a una leggerezza, al rapporto con Lavitola, cose che non sappiamo. Probabilmente Sigfrido Ranucci avrebbe fatto bene a spiegare tutto pubblicamente qualche settimana fa. Adesso giustamente ha detto che lo spiegherà ai magistrati, ed è necessario che poi lo spieghi nei particolari. Ma questa è semplicemente la vendetta dei potenti, nient’altro. È evidente: il giornalismo d’inchiesta è scomodo al potere di qualunque colore. Silenziare Report o ammansirlo, fargli paura, fa comodo a chi è al potere. E non parliamo solo della politica: parliamo di tante grandi aziende, parliamo della classe dirigente di questo paese».
L’analisi del direttore evidenzia come le pressioni sul giornalismo d’investigazione non provengano da un singolo schieramento politico, ma coinvolgano in modo trasversale l’intera classe dirigente, compresi i vertici aziendali e i centri di potere economico.
Pur riconoscendo che un chiarimento sui dettagli sia un passaggio dovuto — che verrà affrontato nelle sedi opportune davanti ai magistrati — la posizione di Gomez sottolinea la distinzione tra la doverosa trasparenza e l’uso strumentale di un singolo episodio per delegittimare anni di inchieste.
Ciro Crescentini

