Campania, il governo non discute nomina commissario sanità: rimane De Luca

Dura reazione del Movimento 5 Stelle 

Nel Consiglio dei ministri non si sarebbe discusso della nomina del nuovo commissario di governo alla sanità della Campania. Lo sostengono fonti del governo. Il neo commissario avrebbe dovuto sostituire il presidente Pd della Regione Vincenzo De Luca che attualmente occupa quel ruolo. La Lega sarebbe contraria alla sostituzione di De Luca. Una scelta politica che ha fatto infuriare gli esponenti del Movimento 5 Stelle della Campania. “Ospedali che cadono a pezzi, una qualità dell’assistenza ai minimi storici, tempi sempre più biblici per le liste di attesa, nosocomi sprovvisti di autorizzazioni all’esercizio e certificati antincendio e che per questo andrebbero addirittura chiusi, totale assenza di controllo sui livelli di igiene e sicurezza, incapacità a investire risorse già erogate pari a un miliardo e 200 milioni per l’edilizia sanitaria, totale inadeguatezza nel pianificare una programmazione adeguata al fabbisogno regionale. Lo stato di salute in cui versa la sanità campana non ha mai fatto registrare condizioni peggiori, eppure a De Luca e alla Lega interessa soltanto che le carte stiano a posto. E poco conta a questa gente se l’operazione per far rientrare i conti la si stia portando avanti da anni sulla pelle e la salute dei nostri cittadini, chiudendo reparti, smantellando ospedali storici e sguarnendo intere aree di assistenza sanitaria”. E’ quanto denuncia la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.Decretare l’uscita dal commissariamento – sottolinea Ciarambino – equivale a promuovere inspiegabilmente un interminabile elenco di scelte scellerate e disastrose che portano la firma di De Luca, dando mano libera al governatore nel proseguire la sua opera di devastazione della nostra sanità, portata avanti da quattro anni. Ci rivolgiamo agli esponenti della Lega in Campania, in particolare al deputato Cantalamessa e alla sottosegretaria Castiello. Ci dicano, una volta per tutte, se in nome di un accordo politico con il peggiore di tutti gli amministratori nella storia della nostra regione, hanno deciso oggi di stare dalla parte dei nemici della nostra terra e di chi continua a controllare la sanità per i suoi esclusivi interessi clientelari ed elettorali”.
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