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Blitz della Finanza nella sede Cisl, 12 sindacalisti indagati. Sequestrati 600 mila euro. L’accusa: truffa all’Inps

Redazione by Redazione
15 Dicembre 2021
in Attualità, In Primo Piano
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Esponenti sindacali, sarebbero stati formalmente assunti da società  compiacenti senza avervi mai lavorato.

Un sequestro preventivo da oltre 600 mila euro a carico di alcune sigle sindacali lombarde della Cisl. La misura è ¨ stata eseguita oggi dal nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, nell’ambito di un’inchiesta del pm Paolo Storari per una presunta truffa aggravata ai danni dell’Inps.

Anche 12 sindacalisti risultano indagati. Tra loro figurano Gilberto Magone, ex segretario generale aggiunto della Cisl, il dirigente della Cisl Milano Renato Zambelli, già  responsabile Expo, Alberto Pluda, segretario generale della Cisl di Brescia.

Per la procura sarebbero loro insieme ad altri 9 sindacalisti ad aver tenuto in piedi il meccanismo, che avrebbe permesso alla Cisl di impiegare dei personale senza pagare i contributi Inps.

L’accusa è di “indebita fruizione di aspettativa sindacale non retribuita” da parte di alcuni sindacalisti, che dopo essere stati eletti sarebbero stati posti in aspettativa non retribuita percependo la sola retribuzione dal sindacato (e non più dal datore di lavoro originario) e beneficiando della contribuzione figurativa.

Dalle indagini, infatti, è emerso che “numerosi sindacalisti, pur lavorando in via esclusiva presso le associazioni sindacali, sarebbero stati formalmente assunti da società  compiacenti senza avervi mai lavorato”.

Questo avrebbe permesso “ai sindacati di appartenenza di fruire dello sgravio contributivo” previsto dall’articolo 31 dello Statuto dei Lavoratori.

In pratica, il lavoratore vede riconosciuti dall’Inps, ai fini pensionistici, i contributi maturati, senza che nè il datore di lavoro nè il sindacato abbiano effettuato versamenti in denaro.  

La misura, però, scatta solo se i sindacalisti risultavano assunti da almeno 6 mesi dall’azienda per la quale risultavano lavorare.

“Attendiamo l’esito degli accertamenti con piena fiducia del lavoro della magistratura e al contempo grande rispetto per la presunzione di innocenza garantita dalla Costituzione e ancora ieri ribadita da una legge dello Stato voluta dall’attuale Governo e approvata dal Parlamento”, ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.

Tanti i gruppi industriali di diversi settori che si sarebbero prestati a questo meccanismo.

Nell’ordinanza firmata gip Anna Calabi figurano la Gs, la Liquigas, l’agenzia di lavoro interinale Obbiettivo Lavoro. E ancora: la Officine Meccaniche Sangiorgio, la Tecnimont. Avrebbero aderito anche l’agenzia per il lavoro Randstad Italia e il gruppo Cegalin-Hotelvolver, specializzato nel settore delle pulizie per gli alberghi, da cui è partita l’indagine. Tutte aziende che al momento non risultano indagate.

Non è chiaro, però, quale fosse il beneficio per le imprese. “Il meccanismo, infatti, per i datori di lavoro è tutto in perdita”, scrive il gip, perchè i lavoratori nei primi 6 mesi – necessari per avere il “distacco” sindacale – “venivano pagati senza fare alcunchè“. Alcuni di loro, poi, avrebbero percepito più stipendi anche se effettivamente lavoravano esclusivamente per il sindacato.

Il gip Calabi ha comunque ritenuto che “i lavoratori” non fossero “consapevoli della frode”. E “di conseguenza non è emerso un profilo di dolo a loro carico”. Al contrario, sembrano essere stati “meri strumenti del meccanismo truffaldino – si legge nell’ordinanza – di cui non sono i beneficiari”. Al contrario, “si limitano ad esercitare un’attività   lavorativa e a venire ovviamente retribuiti per questo“. Le loro buste paga, però , non arrivavano “dal sindacato ma da un’impresa privata (ovviamente in accordo con il sindacato)”.

Emblematico è il racconto di una dipendente assunta dal sindacato in questo modo dal 2011.

Davanti ai magistrati ha menzionato anche il segretario generale della Cisl Lombardia Ugo Duci, che al momento non risulta indagato. Dopo aver lavorato per diversi anni per la Cisl Milano Metropoli, nel 2011 la sindacalista è ¨ stata costretta a rassegnare le dimissioni ed è stata assunta “per risparmiare” da un’altra società , per la quale non ha mai effettivamente lavorato.

La società è fallita nel 2018. A quel punto, avendo paura di perdere il posto, la donna ha chiesto di poter essere nuovamente contrattualizzata dalla Cisl Lombardia. Il segretario Duci le avrebbe risposto “di non volerne sapere e quando si è reso conto che la questione era alquanto spinosa“. E quando la donna gli ha espresso le sue preoccupazioni, lui le avrebbe detto: “hai firmato tu il distacco sindacale e quindi sei anche tu responsabile. Nella vita esistono due tipi di uomini, gli uomini liberi e i servi‘”. “Allora chiamami serva”, avrebbe replicato la sindacalista.

La donna ha parlato anche con Gilberto Magone (allora segretario organizzativo della Cisl Milano Metropoli) e Carlo Gerla (tuttora segretario generale della Cisl Milano Metropoli). Entrambi avrebbero detto di non sapere nulla. Solo nel 2019 la sua posizione è ¨ stata regolarizzata e la sindacalista è stata riassunta dalla “Cisl Milano Metropoli“, pur “demansionata formalmente” e “retrocessa di livello”.

Immediata la replica del segretario Duci, che rinnova la sua fiducia nella magistratura. “Apprendiamo oggi dagli organi di stampa del sequestro cautelativo” di 600 mila euro “dai conti correnti di alcune strutture sindacali della Cisl” lombarda da parte della magistratura, nel cui operato rinnoviamo la nostra piena fiducia“, ha fatto sapere Duci con una nota. “Appena conosceremo nel dettaglio circostanze e motivazioni del sequestro – prosegue – adotteremo le azioni atte a garantire la doverosa tutela alle federazioni e alle confederazioni territoriali della Cisl“.

Questi i sindacati di categoria per cui sono stati disposti sequestri: Cisl Milano Metropoli, Filca Cisl Milano Metropoli, Fim-Cisl Milano Metropoli, Fim Territorio dei Laghi, Unione sindacale territoriale Cisl Bergamo, Femca Cisl dei Laghi Como Varese, Femca Cisl Lombardia, Felsa Cisl Lombardia, Fisascat Cisl, Femca Cisl Milano Metropoli, Femca Cisl Monza Brianza Lecco. 

Tags: 600 mila euro sequestratiCisldistacchiguardia di finanzanewsnotiziesindacato
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