Questo aumento avviene in un contesto apparentemente contraddittorio. Da un lato, infatti, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati avevano mostrato segnali di rallentamento, anche in seguito alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su una possibile tregua e su negoziati con l’Iran per una risoluzione delle tensioni. Dall’altro, però, alla pompa i prezzi continuano a crescere
I prezzi dei carburanti continuano a salire, nonostante gli interventi del governo per contenerli. I dati più recenti mostrano un ulteriore incremento: la benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 1,724 euro al litro, mentre il diesel è arrivato a 1,987 euro. Anche il servito segue la stessa tendenza, con la benzina a 1,861 euro al litro e il diesel a 2,120 euro.
Questo aumento avviene in un contesto apparentemente contraddittorio. Da un lato, infatti, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati avevano mostrato segnali di rallentamento, anche in seguito alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su una possibile tregua e su negoziati con l’Iran per una risoluzione delle tensioni. Dall’altro, però, alla pompa i prezzi continuano a crescere.
Il nodo principale riguarda il futuro prossimo. Il taglio delle accise introdotto dal governo è una misura temporanea e, in assenza di una proroga, cesserà di avere effetto dopo l’8 aprile. Questo comporterebbe un aumento immediato dei prezzi fino a circa 24-25 centesimi al litro, oggi coperti dal bilancio pubblico. Dopo il recente referendum, l’esecutivo dovrà quindi decidere se estendere o meno l’intervento.
Nel frattempo, si confermano forti differenze tra le politiche di prezzo dei vari operatori. Secondo le rilevazioni su circa 20 mila distributori, Eni continua a mantenere prezzi medi più contenuti rispetto ad altri marchi, nonostante i recenti ritocchi al rialzo. Sul diesel, ad esempio, i prezzi risultano oltre 12 centesimi più bassi rispetto a Ip e circa 8-9 centesimi inferiori rispetto a Q8 e Tamoil. Anche sulla benzina il divario resta significativo, con differenze che arrivano fino a dieci centesimi al litro.
Per quanto riguarda gli altri carburanti, GPL e metano restano sostanzialmente stabili, rispettivamente a 0,665 euro al litro e 1,531 euro al chilogrammo, mentre il GNL registra un lieve aumento a 1,246 euro al chilogrammo.
I prezzi risultano più elevati lungo la rete autostradale. Qui la benzina self service si attesta intorno a 1,788 euro al litro (2,038 euro al servito), mentre il diesel raggiunge i 2,055 euro al litro (2,306 euro al servito). Anche GPL, metano e GNL presentano valori leggermente superiori rispetto alla rete ordinaria.
Gli ultimi aggiornamenti confermano il quadro: benzina self service a 1,722 euro al litro e diesel a 1,985 euro, con valori invariati sulle autostrade.
In sintesi, mentre i mercati internazionali mostrano segnali di possibile distensione, in Italia i prezzi alla pompa restano sotto pressione. La vera incognita resta la scadenza dell’8 aprile: senza un intervento del governo, gli automobilisti potrebbero trovarsi a fronteggiare un aumento significativo nel giro di pochi giorni.
CiCre
