Bellizzi, Salerno: operaio di 62 anni muore schiacciato da un rotolo di 100 chili

Sul posto i carabinieri della locale Compagnia che stanno indagando sull’accaduto

Altro infortunio mortale sul lavoro in Campania.  Vito Ciancio,  operaio di 62 anni, originario di Bellizzi (Salerno), è morto in un incidente sul lavoro avvenuto stamattina  alle 6,30 in un’azienda agricola nella zona di Acqua dei Pioppi a Eboli, nel Salernitano. L’uomo stava scaricando da un camion dei rotoli di pellicola quando, per cause ancora da accertare, una fune ha ceduto. L’operaio è stato travolto ed è rimasto schiacciato da oltre cento chili di materiale. Sul posto i carabinieri della locale Compagnia che stanno indagando sull’accaduto. Al momento della tragedia era presente un altro operaio ma per la vittima non c’è stato nulla da fare. A 62 anni si dovrebbe andare in pensione, stare insieme ai nipotini, viaggiare, riprendersi il tempo libero. Invece, la scellerata legge Fornero non lo permette. Una legge approvata dal governo Monti, imposta dalla Commissione Europea e dalle consorterie finanziarie europee. Nel 2018 si continua a morire di lavoro. Drammatici i dati diffusi dall’Inail:  212 infortuni mortali nel periodo gennaio-marzo 2018, l’11,58% in più rispetto al periodo gennaio-marzo 2017, quando gli incidenti mortali erano stati 190. Gli ultimi incidenti domenica scorsa alle Acciaierie Venete di Padova, dove quattro operai sono rimasti feriti in un incendio e due di questi hanno riportato ustioni su tutto il corpo. Un altro ragazzo ventottenne, proprio giovedì mattina, è morto, travolto da una fune all’Ilva di Taranto.  Oltre 3 persone al giorno perdono la vita sul lavoro, a cui poi bisogna aggiungere i dati relativi alle persone che si ammalano e muoiono.  Una media altissima.  Il governo centrale dovrebbe considerare la salute,  la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici questioni, problemi da affrontare urgentemente con misure adeguate. 

                                                                                                                                                        Ciro Crescentini

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest