Droni e ordigni contro le barche umanitarie in acque internazionali. Cortei a Roma, Milano e Napoli. Crosetto invia la fregata Fasan.
Durante la notte, la Global Sumud Flotilla, missione internazionale partita con l’obiettivo di portare aiuti umanitari alla popolazione civile di Gaza, è stata colpita da una serie di attacchi in acque internazionali, a sud di Creta. Le imbarcazioni civili, impegnate in un viaggio pacifico, sarebbero state bersaglio di almeno una decina di offensive, condotte con droni, cariche esplosive, ordigni sonori e sostanze irritanti.
«Siamo sotto attacco, hanno fatto esplodere una bomba e abbiamo perso il fiocco della barca. L’albero rischia di cadere», è stata la drammatica comunicazione via radio proveniente dalla Zefiro, una delle imbarcazioni italiane.
Le esplosioni, avvenute tra mezzanotte e le quattro del mattino, hanno danneggiato vele e attrezzature su almeno due imbarcazioni, tra cui Luna Bark e Alma. Fortunatamente, nessuno tra i membri degli equipaggi è rimasto ferito gravemente, anche se alcuni hanno riportato lievi danni all’udito. La navigazione è comunque proseguita.
Tony La Piccirella (Family): “Un attacco psicologico, ma andiamo avanti”
«Siamo stati colpiti per tre ore. I droni hanno sganciato esplosivi appesi a funi mirate alle vele aperte. È stata un’operazione intimidatoria, una guerra psicologica», ha raccontato all’ANSA Tony La Piccirella, coordinatore della Flottiglia a bordo della nave Family. «Ma nessuno si tira indietro. Andremo avanti. Ci spingono la solidarietà internazionale e la volontà di portare aiuti a un popolo sotto assedio».
Crosetto: inviata la fregata Fasan per garantire la sicurezza
A seguito dell’attacco, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha autorizzato l’intervento della fregata multiruolo Fasan della Marina Militare, attualmente in missione nel Mediterraneo nell’ambito dell’operazione Mare Sicuro. «La nave si sta dirigendo verso l’area per eventuali attività di soccorso e per garantire la sicurezza dei cittadini italiani a bordo», ha comunicato il ministero.
Cresce la mobilitazione in Italia: proteste in piazza e nelle scuole
Nel frattempo, in Italia è partita una vasta mobilitazione. Alle ore 14 di oggi, un presidio si è tenuto in piazza Montecitorio a Roma, lanciato dal movimento Global to Movement for Gaza, con la partecipazione dell’Unione degli Universitari (Udu), collettivi studenteschi e numerose realtà sindacali e sociali.
Altri presidi sono previsti nelle prossime ore in diverse città italiane, tra cui Milano (piazza Scala alle ore 18) e Napoli (Largo Berlinguer alle 18.30). Assemblee studentesche sono in corso anche presso l’Università La Sapienza e nei licei romani, come il Tasso e il Virgilio.
Condanna unanime da sindacati e opposizioni
La CGIL, in una nota ufficiale, ha parlato di «atto gravissimo di pirateria e terrorismo internazionale» e ha chiesto al Governo di «tutelare la missione umanitaria e garantire l’incolumità degli attivisti». La CGIL Lombardia ha confermato la presenza di propri rappresentanti a bordo, tra cui Raffaello Corriero (Fisac CGIL Milano), a bordo della Luna Bark, colpita da un drone.
Il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, e il deputato Peppe De Cristofaro (AVS) hanno denunciato «un salto di qualità nella violenza israeliana contro una missione civile e pacifica». De Cristofaro, intervenuto al Senato, ha affermato: «Attaccare una barca con bandiera italiana è come attaccare il nostro Paese. Serve una risposta decisa».
La posizione del Governo e le critiche delle opposizioni
Il Governo italiano, attraverso il ministro degli Esteri, ha ribadito che il riconoscimento dello Stato di Palestina sarà possibile solo «quando Hamas sarà estromessa da Gaza e tutti gli ostaggi liberati». Una posizione che è stata definita da La Piccirella «retorica per guadagnare tempo e continuare a vendere armi a Israele». «Hamas è ormai solo una scusa — ha dichiarato — per giustificare il genocidio in corso. Le aziende italiane stanno lucrando su questa guerra».
Appello al cessate il fuoco e alla protezione della missione
La CGIL e le realtà della società civile chiedono un immediato cessate il fuoco, l’accesso garantito agli aiuti umanitari e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Viene inoltre richiesta la sospensione di ogni accordo militare e commerciale con Israele, insieme all’apertura di corridoi umanitari sotto garanzia internazionale.
La Global Sumud Flotilla prosegue il proprio viaggio verso Gaza, nonostante gli attacchi. La comunità internazionale, le istituzioni italiane e la società civile sono ora chiamate a fare la propria parte per garantire che una missione di solidarietà non si trasformi in un nuovo fronte di guerra.
Red
