Affitti a prezzi stracciati, l’avvocato Esposito: “De Magistris continua a fare il finto tonto”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Nel 2011 Luigi De Magistris vinse le elezioni, in quanto, rappresentava un elemento di rottura che fece presa su un elettorato assolutamente trasversale, ormai stanco di una politica forse troppo vicina ad interessi di parte e sensibile alle lobby. I cavalli di battaglia del Sindaco con la bandana, furono la lotta ai poteri forti, alle incrostazioni tra politica, economia ed una certa classe borghese sensibile ad incarichi e prebende nonché le cosiddette “mani pulite” che ad ogni piè sospinto, il Sindaco di Napoli rispolvera, per marcare le differenze nelle occasioni di scandali locali e nazionali che avvengono nel campo opposto al suo. Ebbene lo “scandalo” o forse le “inopportunità” delle case della Fondazione Strachan Rodinò, nella quale il Sindaco di Napoli ha il potere di nominare tutti e cinque componenti del Consiglio di amministrazione, rappresentano una cartina di tornasole che getta un dubbio sull’agire politico/amministrativo dell’amministrazione comunale. Ciò per elementi genetici che dimostrano come le nomine fatte dal Sindaco e di cui egli è responsabile, non solo non erano opportune, ma anche inefficaci a portare avanti la battaglia di legalità, di imparzialità e di buona amministrazione su cui aveva fatto affidamento l’elettorato del 2011 che, ad una analisi politica, il sindaco sembrerebbe ormai aver perso. Ebbene, in oltre otto anni di amministrazione non si comprende come mai i cinque “scudieri” del Sindaco nella Fondazione Strachan Rodinò non abbiano mai profferito verbo, fino alla ribalta delle cronache, su singolari contratti di locazione stipulati senza dubbio a “canone agevolato” a persone dell’alta borghesia napoletana, più che abbienti, che avrebbero potuto contribuire senz’altro in modo maggiore a fare il bene dei disabili di cui si occupa la Fondazione medesima. Non si comprende perché a nessuno dei cinque consiglieri sia venuto in mente, in otto anni di amministrazione De Magistris, di mettere nero su bianco quanto oggi emerso, informare il Sindaco ed intimare la disdetta a questi contratti di locazione a canone diciamo “agevolato”, affinché si ricontrattassero i canoni per portare un po’ di giustizia e trarre un maggior guadagno da destinare ai disabili ciechi. Veramente non si comprende come mai non sia balzato agli occhi dei citati “scudieri” del Sindaco, la circostanza, quanto meno, inopportuna che il Segretario Generale della Fondazione Strachan Rodinò fosse in carica da oltre trent’anni e fosse all’un tempo beneficiario di un contratto di locazione di una casa e di uno studio, per i quali ha pagato – e paga – il canone di locazione mediante prestazioni professionali forensi, con evidenti risvolti di potenziale, se non reale, conflitto di interessi. Ebbene, dopo otto anni di amministrazione non regge la scusa del Sindaco di non sapere, sia perché egli era – ed è – responsabile della fiducia riposta nei suoi cinque “scudieri”, sia perché una casa a Chiaia, nel salotto buono della città, è stata concessa in locazione per 500 €. mensili dalla medesima Fondazione, al Consigliere Comunale Carmine Sgambati ed alla di lui compagna, Sig.ra Maria Rosaria Conforto, per giunta, consigliera del CDA della stessa Fondazione Strachan Rodinò, nominata dal Sindaco, evidentemente, in “quota” Sgambati. Fatti su cui ovviamente l’ANAC potrebbe facilmente indagare semplicemente acquisendo gli atti e ponendosi qualche domanda, atteso che la fondazione ha un’indiscutibile rilevanza pubblicistica, sia per l’attività svolta, sia per il fatto che tutti i componenti dell’organo di direzione sono nominati dal Sindaco di Napoli. Ora che l’agire dei suoi “scudieri” fosse approvato e soddisfacente per il Sindaco, trova riscontro nel fatto che uno dei suoi componenti, Daniela Villani, dopo il suo mandato nel CDA della Fondazione, è stata addirittura promossa assessore ed oggi in carica con una “delega al mare”. A questo punto, tra il serio ed il faceto, consiglierei al Sindaco di Napoli di lavarsi un po’ le mani e mettersi al lavoro, dando delle precise direttive, per portare un po’ di giustizia.

                                                           Avv. Gennaro Esposito Presidente Comitato Vivibilità Cittadina

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