Snater TLC accusa Comune e sindacati confederali di non aver affrontato il futuro degli addetti esternalizzati durante il confronto sulla riorganizzazione dell’azienda
Si accende il dibattito sul futuro dei lavoratori del call center che operano per ABC Napoli, in vista del percorso di trasformazione dell’azienda in società per azioni. Osvaldo Barba, referente regionale Campania di Snater TLC, denuncia quella che definisce una grave contraddizione nella gestione della vertenza.
“Decine di lavoratori operano da anni per il call center di ABC attraverso un appalto esterno e, per loro, non è stata prevista alcuna clausola sociale in grado di garantire la continuità occupazionale”, afferma Barba. “Si tratta di un aspetto che rischia di lasciare questi lavoratori senza certezze proprio mentre si discute del futuro dell’azienda.”
Secondo il sindacalista, il tema non sarebbe stato affrontato con la necessaria attenzione nel confronto con il Comune di Napoli. “CGIL, CISL e UIL partecipano ai tavoli sulla trasformazione di ABC in Spa, ma non risulta che abbiano posto con forza la questione del futuro dei lavoratori del call center esternalizzato. È una lacuna che non può essere ignorata.”
Barba interviene anche sullo sciopero proclamato dalle categorie delle telecomunicazioni – SLC CGIL, Fistel CISL e Uilcom UIL – sostenendo che la mobilitazione dovrebbe indirizzare le proprie rivendicazioni principalmente verso l’amministrazione comunale.
“Lo sciopero dovrebbe chiamare direttamente in causa il Comune di Napoli, che ha la responsabilità di garantire un percorso capace di tutelare anche questi lavoratori. Diversamente, il rischio è che la protesta si riduca a un’iniziativa formale, senza affrontare il nodo centrale della vertenza” – afferma Barba
Per Snater TLC, la vicenda rappresenta una delle prime criticità emerse nel progetto di trasformazione di ABC. “La nascita della Spa non può tradursi in un arretramento delle tutele per chi opera attraverso servizi esternalizzati. Se decine di lavoratori restano esclusi dalle garanzie occupazionali, significa che il progetto presenta già evidenti incongruenze.”
Il sindacato chiede quindi l’apertura di una vertenza specifica nei confronti del Comune di Napoli.
“È necessario aprire un confronto serio con l’amministrazione comunale affinché venga individuata una soluzione che salvaguardi tutti i lavoratori coinvolti, compresi quelli del call center. Nessuno deve essere lasciato indietro in questa fase di riorganizzazione.” – conclude Barba

