La morte del volontario Onu in Colombia, de Magistris telefona al ministro Di Maio

Esposto uno striscione sul balcone di Palazzo San Giacomo

Napoli si mobilita e chiede giustizia e verità per Mario Paciolla, 33 anni,  impegnato in Colombia per un progetto umanitario dell’Onu e trovato senza vita.  Oggi sul balcone di Palazzo San Giacomo, sede del Comune, è stato esposto uno striscione che recita: ‘Giustizia per Mario’ e su cui è stampato il suo volto. il sindaco, Luigi de Magistris, ha sentito telefonicamente il ministro degli Esteri, Luigi Di MaioIl ministro – riferisce de Magistris – mi ha assicurato massimo impegno e massima attenzione della Farnesina sulla vicenda”. Gli amici del volontario Onu non mollano. “Chiediamo giustizia e verità perché il caso è oscuro e da subito non c’è stata chiarezza – dice Simone Campora, amico di Mario – e abbiamo paura che si palesi un Caso Regeni 2, che si disperdano le energie per appurare la verità sulle circostanze più che sospette che hanno portato alla morte di Mario. Metteremo in campo piccole azioni che aumentino l’attenzione sul caso che vogliamo portare a livello nazionale e internazionale perché non è possibile morire cosi”. Gli amici di Mario intendono supportare “in qualsiasi maniera” la famiglia “portando avanti la stessa battaglia“. Amici e famiglia chiedono “attenzione perché un ragazzo come Mario non può morire da solo, non può morire così“. Gli amici descrivono Mario come un ragazzo “come noi, più coraggioso di noi come racconta la sua esperienza e le cose che ha fatto“. Un ragazzo – dicono – “che non ha scelto una vita comune, che ha scelto di seguire i propri sogni”. Mario in Colombia lavorava a un progetto per l’emersione di un territorio difficile sotto scacco dei Narcos per provare a dare un’opportunità al territorio e alla popolazione. “Affrontava situazioni difficili – prosegue Simone – che trattava già da molti anni. Era una persona con una certa esperienza, non era uno sprovveduto quindi si è trovato di fronte a qualcosa che lo ha sicuramente spaventato” Qualcosa non torna e chi conosce Mario lo sa. È stato ritrovato senza vita nel cuore di un quartiere poverissimo colombiano, con tagli su tutto il corpo e strane lesioni, come di tortura.La mamma racconta che da venerdì 10 luglio, Mario era in uno stato di “grande sofferenza e agitazione”, le diceva di voler tornare, perché si era messo “in un pasticcio”. Doveva partire il 20 luglio per tornare a casa, ma i sicari lo hanno raggiunto prima.Il corpo martoriato e la sua fretta nel tornare a casa hanno fatto cadere la pista del suicidio, forse voleva scappare da qualcosa che aveva visto o sentito. La famiglia di Mario chiede solo l’accertamento della verità, che la morte di questo ragazzo non resti impunita.

Mario Paciolla
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