Procura di Milano apre un’inchiesta sullo sfruttamento dei fattorini in motorino

Fascicolo anche su sicurezza loro e stradale;trovati clandestini

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta, che per il momento è conoscitiva, sul fenomeno dei rider, i fattorini in bici o in motorino che consegnano cibo a domicilio. Sotto la lente del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e del pm Maura Ripamonti sono finiti i lavoratori che garantiscono il servizio per società come Glovo, Deliveroo, Uber, JustEat, molto popolari a Milano e in altre città italiane. L’obiettivo è capire se si siano verificate violazioni delle norme antinfortunistiche e di sicurezza stradale oltre che violazioni delle norme igienico sanitarie per quanto riguarda il confezionamento e la conservazione dei cibi trasportati dai fattorini.

Il fascicolo – che per il momento è a ‘modello 45’, senza indagati ne titolo di reato – è stato aperto per far luce anche su possibili profili di sfruttamento e eventuali fenomeni di caporalato oltre alla presenza di mano d’opera irregolare. Nel mese di luglio la polizia locale ha effettuato controlli a campione su una trentina di rider, di cui 3 sono risultati essere migranti lavoratori clandestini, senza documenti in regola. La maggioranza dei rider, invece, erano in titolari di contratti a prestazione occasionale e solamente tre persone hanno ricevuto una qualche “formazione o informazione” relativa al lavoro da svolgere. Diffuso, poi, anche il fenomeno dei ciclofattorini “fantasma”. Alcuni lavoratori, infatti, subappalterebbero il lavoro a persone senza documenti in regola, né strumenti per poter fare le consegne. In cambio, i rider reclutati in questo modo dovrebbero dare una percentuale dei loro guadagni a chi ha ceduto loro zainetti, pettorine e addirittura smartphone sui quali è caricato l’account del rider ‘regolare’. La posizione delle società che danno lavoro ai fattorini (che per il momento non risultato iscritte nel registro degli indagati) non sarebbe semplice. Alcuni datori di lavoro avrebbero spiegato ai pm di fungere semplicemente da tramite tra i locali e i rider.

Per la Procura, invece, i fattorini in bici o in motorino sono da considerare a tutti gli effetti lavoratori tutelati dal decreto legislativo 81/08 in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, ed è necessario che vengano formati sui possibili rischi in cui incorrono e che vengano dotati di caschi e altre protezioni per garantire al meglio la loro sicurezza.

 

 

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