Alla proiezione presenti il sindaco Gaetano Manfredi e la vicesindaca Laura Lieto. Il film racconta la comunità dopo la tragedia della Vela Celeste e la nuova fase di rigenerazione urbana
Napoli torna a guardare Scampia negli occhi attraverso il cinema. Nel pomeriggio, al Cinema Metropolitan, è stata presentata alla città la prima proiezione de La Diaspora delle Vele, il documentario diretto da Francesca Comencini e prodotto da Cattleya come progetto originale di Sky. Il film ricostruisce le ferite e la resilienza della comunità dopo il crollo della Vela Celeste avvenuto nel luglio 2024.
Alla proiezione hanno partecipato il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto, la regista Comencini e alcuni rappresentanti del Comitato delle Vele, in un incontro che ha trasformato la presentazione cinematografica in un momento di riflessione collettiva sulla trasformazione del quartiere.
Il documentario, presentato in anteprima mondiale alla Festival del Cinema di Roma nell’ottobre scorso, segue le vicende degli abitanti di Scampia dopo l’evacuazione di quasi duemila persone dalle Vele. Attraverso testimonianze dirette e scene di vita quotidiana, il film restituisce il senso di disorientamento di una comunità costretta a disperdersi, ma anche il desiderio di mantenere vivo il legame con il proprio territorio. L’opera è ora disponibile on demand su Sky e in streaming sulla piattaforma NOW.
Durante l’incontro è stata annunciata anche una nuova iniziativa culturale: la nascita del corso di produzione cinematografica “NUOVO CINEMA 167”, un progetto formativo realizzato grazie alla collaborazione tra Cattleya, Sky, il Comune di Napoli e il Comitato Vele di Scampia. Il percorso prenderà il via a maggio 2026 e sarà dedicato ai giovani del territorio interessati al linguaggio audiovisivo.
Nel suo intervento, il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato come il documentario rappresenti molto più di un semplice racconto cinematografico. «Questo documentario non è solo una testimonianza artistica, ma un atto di dignità per una comunità che ha sofferto immensamente. Dal luglio 2024 il nostro impegno non è mai venuto meno: abbiamo trasformato il dolore per la tragedia della Vela Celeste in una spinta decisiva per la rigenerazione del quartiere. Dietro ogni cantiere e ogni abbattimento ci sono vite umane che meritano rispetto e una casa sicura».
Anche la regista Francesca Comencini ha spiegato il senso del progetto e il lavoro svolto accanto agli abitanti del quartiere. «Con questo documentario ho voluto restituire la parola agli abitanti delle Vele, passando dalla finzione di Gomorra alla realtà di una comunità che, pur vivendo l’emergenza della diaspora, dimostra un radicamento profondo e una straordinaria dignità. Il desiderio di tornare a Scampia non è soltanto nostalgia, ma la rivendicazione di un diritto all’appartenenza».
Dal punto di vista urbanistico, la vicesindaca Laura Lieto ha ricordato come il racconto cinematografico si intrecci con un processo concreto di trasformazione del quartiere. «Il lavoro di Francesca Comencini ci restituisce la dimensione umana di quello che noi affrontiamo ogni giorno come processo urbanistico. Mentre procedono gli abbattimenti e la costruzione dei nuovi alloggi, stiamo lavorando anche alla realizzazione di asili e centri civici, perché la diaspora raccontata nel film possa trasformarsi in un ritorno stabile in un quartiere finalmente integrato e funzionale».
Intanto prosegue il piano di riqualificazione delle Vele. Dal gennaio 2025 nessuna famiglia vive più negli edifici: gli ex residenti ricevono il Contributo di Autonoma Sistemazione in attesa delle nuove abitazioni. È stata completata la demolizione della Vela Gialla, mentre sono in corso i lavori di abbattimento della Vela Rossa. Entro l’estate 2026 dovrebbero essere pronti i primi cinque nuovi edifici residenziali, per un totale di 163 alloggi.
Parallelamente sono partiti anche i cantieri per i servizi pubblici: il Civic Center e l’asilo nido, avviati all’inizio del 2026, dovrebbero essere completati entro l’anno. L’unica struttura destinata a rimanere in piedi sarà la Vela Celeste, oggetto di un intervento di recupero – ad eccezione delle aree ancora sotto sequestro giudiziario.
Tra cinema, memoria e trasformazione urbana, la serata al Metropolitan ha raccontato una Scampia che prova a ricomporsi dopo la diaspora dei suoi abitanti, con l’ambizione di trasformare una tragedia in un nuovo inizio.
Alma

