Oscillando tra natura e cultura, lo Swinging di Enza Monetti al Pan

Fino al 23 maggio la mostra personale dell’artista dal taglio autobiografico

L’albero a dondolo il leitimotiv della personale di Enza Monetti, visitabile sino al prossimo 23 maggio nella struttura di via dei Mille.
“Ci sono betulle che di notte levano le radici, e tu non crederesti mai che di notte gli alberi camminano e diventano sogni. Pensa che in un albero c’è un violino d’amore. Pensa che un albero canta e ride. Pensa che un albero sta in un crepaccio e poi diventa vita”. I versi della poetessa Alda Merini rappresentano forse il giusto commento alla mostra personale “Swinging: oscillare, dondolare” di Enza Monetti da alcuni giorni visitabile al Pan di Napoli.
Il trend ecologista dell’artista, comune in realtà a molti pittori e scultori dell’ultimo decennio, assume qui le sfumature tanto di una denuncia contro gli abusi e i danni arrecati dall’uomo al patrimonio ambientale del pianeta quanto di una forte esigenza di confronto-incontro tra natura e cultura il cui esito finale è la creazione di un simbolo: un albero a dondolo che riesce a mantenersi in piedi grazie ad un corpo curvilineo simile ad una culla il quale secondo il critico Adriana Rispoli “ con un ipnotico e perpetuo movimento si fa allegoria dell’incessante inseguimento dell’uomo di una pace interiore”.
Il taglio della mostra può definirsi altresì autobiografico: Enza Monetti rivela attraverso le sue opere un approccio verso la natura sicuramente non governato da particolari leggi ma, anzi, assolutamente spontaneo e finalizzato ad una catarsi interiore: un obiettivo, questo, ben esemplificato dal quadretto fotografico che la ritrae da giovane e che reca al centro la sagoma incisa del suo leit motif. Il tema dell’albero dondolante è riprodotto poi con diversi materiali e secondo varie pezzature: di grande impatto un folto gruppo di piccoli arbusti di legno disposti in modo tale da riprodurre le navate di un ideale tempio della natura, così come, di dimensioni maggiori, altri fusti incavati su pannelli che incarnano ora valori tristi e pessimistici (Vuoto) ora concetti forieri di speranza (Futuro, Rinascita). Fondamentali, infine, i significati che Monetti attribuisce a ciascuno dei materiali utilizzati nei suoi lavori per dar vita ad una sorta di ecologia, personale e collettiva, dell’animo umano: flessibilità e trasparenza, binomio inscindibile che contraddistingue il plexigas; opacità e porosità, caratteristiche che consentono alla carta di serbare la memoria del legno; durevolezza e fragilità, qualità opposte ritrovabili in un prodotto antichissimo quale la ceramica.
In conformità con la poetica dell’artista volta anche alla rinascita culturale della città di Napoli, la mostra ospiterà nei suoi spazi alcuni eventi come ad esempio “Tessuti d’arte del 900” con Tullio Gargiulo Passerini e Silvana Musella Guida e la presentazione di “Collana di Napoletanistica” di Umberto Franzese.
“Swinging” sarà visitabile gratuitamente sino al prossimo 23 maggio nell’ambito del regolare orario di apertura al pubblico del Pan.

Angelo Zito

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