Protagonista il progetto “GrandTour LA VITA È ADESSO”, tra musica e valorizzazione dei beni culturali italiani
Nel cuore storico di Napoli, tra le volte cinquecentesche della chiesa di San Marcellino, si è svolto questo pomeriggio un incontro denso di suggestioni tra Claudio Baglioni e gli studenti dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. A partecipare, gli iscritti ai corsi di musicologia, etnomusicologia, storia dell’arte, storia dell’architettura, geografia ed economia, insieme ai giovani del laboratorio radiofonico d’Ateneo F2 RadioLab. L’atmosfera, partecipata e attenta, ha dato vita a un confronto vivo sul legame tra musica, bellezza e valorizzazione del patrimonio culturale.
Al centro del dialogo il progetto “GrandTour LA VITA È ADESSO”, il nuovo tour che, tra la fine di giugno e la metà di settembre 2026, porterà l’artista in quaranta scenari all’aperto tra i più evocativi d’Italia. Un itinerario che intreccia spettacolo e memoria, toccando anche tre luoghi simbolo della Campania: l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei, l’Arena dei Templi di Paestum e la Reggia di Caserta.
Le domande degli studenti hanno attraversato la carriera di Baglioni, soffermandosi sulle scelte artistiche e sulla visione che unisce musica e paesaggio culturale. Ne è emerso un racconto personale e insieme universale, capace di richiamare l’idea settecentesca del viaggio di formazione, qui reinterpretata come esperienza musicale contemporanea.
Ad accoglierlo, il rettore Matteo Lorito, che ha consegnato a Baglioni il sigillo d’Ateneo, opera del maestro orafo Asad Ventrella, realizzata per celebrare gli ottocento anni dalla fondazione dell’Università. Insieme al riconoscimento, anche una pergamena che ne sottolinea il valore artistico e l’impegno nella promozione del patrimonio italiano attraverso la musica.
«Vi ringrazio per questa accoglienza in un luogo così straordinario, non me l’aspettavo», ha esordito Baglioni rivolgendosi alla platea gremita. «Non solo per la bellezza dello spazio, ma per il calore che ho sentito. La mia è stata una strada inaspettata: non provengo da una famiglia di artisti, eppure la musica è diventata la mia vita. Parallelamente, ho coltivato l’architettura, disciplina che continuo a portare dentro il mio lavoro, soprattutto nella progettazione dei palchi. Essere qui a Napoli, unendo queste dimensioni, è per me qualcosa di speciale».
Il rettore Lorito ha sottolineato il valore culturale dell’iniziativa, evidenziando come il progetto di Baglioni restituisca nuova linfa al concetto di Grand Tour: «Attraverso la musica, questo viaggio contemporaneo rinnova una tradizione che ha formato generazioni, trasformandola in un’esperienza accessibile e condivisa. La scelta di luoghi così significativi non è solo artistica, ma profondamente culturale».
A guidare l’incontro sono stati Roberta Cacciapuoti e Matteo Torromino, studenti di F2 RadioLab, affiancati da docenti di diverse discipline, tra cui Andrea Maglio, Maria Paradiso, Simona Frasca, Giorgio Ruberti e Isabella Valente. Presente anche il gruppo di studenti del professor Francesco de Cristofaro.
Un appuntamento che ha saputo unire riflessione e ispirazione, mostrando come il dialogo tra arti, saperi e territori possa ancora oggi generare nuove forme di racconto della bellezza italiana.
Nino Stella

