Luigi Franco: “era un’anima libera, capace di unire comicità tagliente e straordinaria profondità emotiva“
Lutto nel mondo della cultura. È morto questa notte, dopo una malattia aggravatasi negli ultimi giorni, lo scrittore e umorista Amleto De Silva, in arte Amlo.
Nato a Napoli, cresciuto a Salerno e poi trasferitosi a Roma, Amleto ha esordito come vignettista su “Cuore” e poi sull’agenda cult “Smemoranda”. Ha collaborato con Musica di Repubblica e 7 del “Corriere della Sera”, e ha vinto il premio Satira politica di Forte dei Marmi. È stato autore di diversi romanzi. Con Rubbettino ha pubblicato “Bocca mia mangia confetti” e “Una banda di scemi”.
Nello scorso mese di settembre ha partecipato al festival Sciabaca, promosso dalla stessa casa editrice, tenendo un seguitissimo laboratorio dedicato ai ragazzi delle scuole superiori su Moby Dick.
Profondo cordoglio è stato espresso dall’editore Florindo Rubbettino: “Il suo ricordo vivrà attraverso le sue opere, che continueranno a parlarci e a farci sorridere, come solo lui sapeva fare. Amleto è stato un osservatore acuto della realtà, un maestro nell’arte dell’ironia. La sua capacità di trasformare il quotidiano in racconti ricchi di riflessione e di umorismo lo ha reso una voce unica nel panorama letterario, capace di toccare l’anima dei lettori con leggerezza e profondità”.
Un commento anche di Luigi Franco, editor e amico dello scrittore: “Amleto era un’anima libera, capace di unire comicità tagliente e straordinaria profondità emotiva. Avevamo ancora tanti progetti da realizzare insieme, e la sua perdita lascia un vuoto immenso. Resterà per sempre con noi attraverso le sue pagine, che custodiscono la sua capacità unica di trasformare ogni frammento di realtà in una storia indimenticabile”.

