Presentato a Napoli il libro del pm minacciato da Cosa Nostra e del giornalista Palazzolo

NAPOLI – “Ogni volta che le organizzazioni mafiose hanno la sensazione che lo Stato le vada a cercare per trattare, l’effetto è rafforzare la mafia e rafforzare la strategia delle stragi”. Il pm odiato da Cosa Nostra ripete il mantra. E’ l’atto d’accusa confluito negli atti del processo sulla trattativa Stato-mafia, ma adesso anche una lezione che va ripetendo in giro per l’Italia. E adesso, anche il tema del libro che Nino Di Matteo ha pubblicato. “Collusi” (Bur), scritto col giornalista Salvo Palazzolo, è stato presentato a Napoli in via Cimarosa, a cura della libreria Iocisto, davanti ad una affollata platea. “E’ importante – dice il magistrato – capire non solo perché sono state fatte le stragi, ma è importante capire perché dal 1994 la strategia è cambiata”. Di Matteo, sul palco assieme al sindaco de Magistris, invita la cittadinanza “a schierarsi, perché tanto di quanto accaduto a Palermo è anche il frutto dell’indifferenza delle persone”. Il pm palermitano aggiunge che “fino ad ora non credo che lo Stato e le sue componenti politiche abbiano mostrato di voler creare le condizioni per spezzare questo legame”. E fino a quando quel filo invisibile non sarà reciso, “noi magistrati potremo arrestare mille latitanti e boss, potremo vincere tante battaglie ma mai la guerra”. la relazione tra mafia e potere è il tema di ieri, di oggi  di domani. “Senza il rapporto con la politica, con le istituzioni e l’imprenditoria – ammonisce Di Matteo – le mafie sarebbero un’organizzazione criminale come le altre e, consapevoli di questo, hanno sempre lavorato per instaurare e mantenere quel rapporto”.

(Foto Bruna Di Dio)

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