“Attesa”: l’omaggio di Napoli a Mimmo Jodice

Al Madre la mostra dedicata al rinomato artista, primo docente accademico di Fotografia in Italia, sarà visitabile sino al prossimo 24 ottobre

In una sola parola il pensiero e la metodologia di ricerca del primo docente accademico di Fotografia in Italia. “Attesa” è il titolo della mostra-omaggio all’artista napoletano Mimmo Jodice, inaugurata lo scorso 24 giugno presso il Madre di Napoli. Il percorso espositivo è strutturato in due sezioni differenti che riguardano altrettante fasi della carriera del rinomato fotografo. Al pian terreno del museo di via Settembrini (sala Re_PUBBLICA MADRE) vengono proiettati su uno schermo gli scatti racchiusi nell’album “Teatralità quotidiana a Napoli”: un suggestivo reportage sui mali e sulle contraddizioni della città partenopea negli anni Sessanta e Settanta. Dai cortei degli aderenti al Partito Comunista Italiano l’obiettivo di Jodice si sposta sulle spiaggia di Bagnoli affollata di bagnanti e sovrastata dalla mole delle fumanti ciminiere dell’Italsider. Tra i protagonisti del cortometraggio, inoltre, i degenti di strutture psichiatriche, il popolino con le sue tradizioni e devozioni (i fujenti della Madonna dell’Arco ed i Gigli di Nola) ed i bambini delle degradate periferie, vestiti di stracci ma capaci di accennare un sorriso dinanzi alla fotocamera.

Al terzo piano del Madre, invece, viene proposto un excursus sulla carriera di Jodice dal 1980 ad oggi. Sono gli anni in cui, ad eccezione di alcuni brevi studi sul ritratto e sui nudi, nelle pellicole dell’autore scompaiono le figure umane. Una scelta, secondo gli esperti, attuata in virtù di una profonda delusione maturata in seguito al mancato adempimento delle promesse fatte alla città di Napoli dalla prima giunta di centro-sinistra guidata da Maurizio Valenzi. Lo sguardo dell’artista si rivolge dunque in questo periodo al passato, sicuramente più bello e glorioso del presente, testimoniato da luoghi, monumenti e sculture quali i “Corridori” e le “Danzatrici” del Mann oppure l’Antro della Sibilla cumana e la Biblioteca di Celso ad Efeso. Tali immagini “retrospettive” appaiono spesso piuttosto sfocate: un artificio, questo, che deriva da una sorta di traumatico risveglio in una contemporaneità fortemente disagiata.

Al concetto di “attesa” rimandano gli scatti in cui compaiono ora una semplice sedia posizionata in mezzo ad un lido deserto, ora un pontile proteso verso un mare senza tempo; o ancora, una stazione della metropolitana di Parigi privata dei cartelloni pubblicitari e le scale mobili dell’aeroporto di Boston, funzionanti ma senza passeggeri: un peculiarissimo effetto per il quale, secondo i collaboratori di Jodice, furono necessarie quattro interminabili ore di sosta vicino alla macchina da presa! Di grande impatto, infine, gli accostamenti tra gli skylines di alcune metropoli mondiali, spesso connotati dal contrasto antico-moderno, come nel caso del Centro Direzionale di Napoli e di un quartiere della “City” di Montreal. La mostra “Attesa” sarà aperta al pubblico sino al prossimo 24 ottobre durante il regolare orario di apertura del Madre.

Angelo Zito

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