Addio al filosofo Paolozzi, gentiluomo del liberalismo

L’intellettuale napoletano è scomparso improvvisamente a 67 anni. Studioso di Croce, saggista e docente universitario, fu anche consigliere comunale a Napoli. Grande cordoglio in città

Un lutto grave ed improvviso per la cultura: è morto il filosofo napoletano Ernesto Paolozzi, a causa di un malore. Aveva 67 anni. Esponente liberale, grande studioso di Croce cui ha dedicato diversi libri, autore di numerosi saggi e collaboratore di diversi giornali, ha fondato l’associazione “G. Amendola” e la rivista “Studi Critici”. Paolozzi fu anche consigliere comunale a Napoli, nella breve consiliatura 92-93, a cavallo fra prima e seconda repubblica, con il Pli. Ma anche una colonna dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, del quale è stato docente. Paolozzi è stato, inoltre, direttore scientifico della Fondazione Luigi Einaudi di Roma per il triennio 1992-1995 e professore di Storia della filosofia contemporanea all’Università Suor Orsola Benincasa. Fratello dell’attore Oscar Di Maio, era il figlio del preside Mariano Paolozzi, che da giovane fu deportato a Dachau e che per ricordare quella terribile esperienza scrisse il libro “Dachau e ritorno”. Un testo grazie al quale intere generazioni di studenti della provincia di Napoli hanno appreso degli orrori della guerra. Di Ernesto Paolozzi, intellettuale assai noto, chiunque serba un ricordo del garbo e della gentilezza, virtù esercitate anche nel confronto dialettico. Grande dispiacere ha suscitato in città la notizia della scomparsa. L’ Amministrazione Comunale di Napoli esprime “profondo cordoglio” e vicinanza alla famiglia.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest