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Nozze Colombo: la vicenda arriva in Parlamento, il neomelodico rivela altri particolari

Redazione by Redazione
6 Aprile 2019
in Attualità, In Primo Piano
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Interrogazione al Ministro Salvini presentata da 25 deputati del Movimento 5 Stelle. Il cantante intervistato da un giornale online: “per quanto riguarda il flash mob è il sindaco che ha alzato il telefono e ha detto di farmi dare i permessi”

Le nozze del cantante Tony Colombo finiscono in Parlamento. Ventisei deputati del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Prima firmataria Rina Valeria De Lorenzo(nella foto). Intanto, il neomelodico rivela altri dettagli in un’intervista concessa a Giancarlo Tommasone giornale online “Stylo 24”. Ma procediamo con ordine. Mentre il sindaco Luigi de Magistris e i suoi sostenitori tentano a buttare acqua sul fuoco, minimizzare o banalizzare, trasformare  la vicenda in un gossip avallati dal silenzio e dal consociativismo degli  esponenti dei partiti che si definiscono di sinistra o di destra, non demordono, non mollano  le persone più sensibili  che ricoprono un ruolo nelle istituzioni nell’esigere  chiarezza sui fatti accaduti.

“Poco importa perché il concerto si è tenuto lo stesso a pochi passi dalla Prefettura e dal Comune. E qualcuno doveva intervenire per bloccarlo – evidenziano i parlamentari pentastellati nell’interrogazione presentata Salvini  –  Il cortocircuito c’è stato tra le istituzioni. Del resto più o meno la stessa cosa è accaduta per il corteo nuziale  non autorizzato ma svoltosi lo stesso lungo il corso Secondigliano»”. E ancora: “L‘assessora alla Polizia municipale Alessandra Clemente spiega ci era stato solo comunicato un flash mob in piazza del Plebiscito, tale comunicazione era stata inviata dagli organizzatori anche agli altri uffici preposti, invece dalle immagini che abbiamo acquisito si è svolto un mini-concerto con installazione di un box, un palco, luci, musica, band. È un fatto grave ed ovviamente non autorizzato: addirittura sono affluiti nei pressi della piazza auto, furgoni e una limosine”; “Come è possibile desumere dalla lettura delle principali testate giornalistiche si è in presenza di un vero e proprio spettacolo, a giudizio degli interroganti indegno e indecoroso, posto in essere sotto lo sguardo indifferente dell’amministrazione comunale che non ha né vietato in via preventiva la predisposizione di un palco a Piazza del Plebiscito né impedito che si svolgesse il corteo con tanto di carrozza trainata da cavalli in «stile Casamonica» – scrivono gli esponenti del Movimento 5 Stelle – il Comune non può e non deve rimanere inerte e limitarsi a guardare con occhi miopi quello che è stato definito soltanto successivamente dallo stesso sindaco De Magistris una rappresentazione farsesca da cui l’amministrazione prende le distanze – sottolineano ancora i parlamentari –  Distanze che non si capisce quali siano, poiché, in un frame del video del brano cantato dal cantante in piazza del Plebiscito, «si ringrazia il sindaco di Napoli per la gentile concessione». Nel corso della trasmissione «Pomeriggio cinque» del 28 marzo 2018 il cantante afferma inoltre: «ho chiesto al sindaco di Napoli di darmi i permessi per piazza del Plebiscito e fortunatamente lui ha accolto questa …, ha capito che è una cosa d’amore bellissima e grazie al Comune di Napoli mi hanno dato i permessi per fare questa cosa, una cosa che non si fa, che non esiste, che non è mai stata fatta prima, un flash mob del genere a Piazza del Plebiscito a Napoli»”.

 

“ L’amministrazione comunale avrebbe dovuto evitare la realizzazione di un tale scempio, tutelando l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica e l’immagine della città a livello nazionale e internazionale” – affermano gli esponenti del M5S. I parlamentari chiedono al Ministro Salvini “se e quali valutazioni siano state effettuate dalla Questura e dalla Prefettura di Napoli per i profili di competenza in relazione all’evento richiamato e se e quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare per garantire la doverosa tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica della città di Napoli, peraltro oltremodo danneggiata nella sua immagine dalla sconcezza dell’episodio citato e da ciò che esso rappresenta a fronte di un comune a giudizio degli interroganti inerme e inerte”.

E non finisce qui. Il cantante Tony Colombo ha rilasciato una lunga intervista al   giornale online Stylo 24 rivelando nuovi particolari sui rapporti con il sindaco Luigi de Magistris: “Posso dire solo che a mettermi in contatto con lui è stata una persona che era vicina politicamente a Luigi de Magistris quando si è candidato per la prima volta a sindaco. E’ stato lui che mi ha portato da Claudio. E da allora è nato un rapporto sia con lo stesso Claudio, col quale mi sono interfacciato in più occasioni, che con il sindaco de Magistris – ha sottolineato Colombo a Stylo 24 – E dico di più, per quanto riguarda il flash mob è il sindaco che ha alzato il telefono e ha detto di farmi dare i permessi”. Dunque, la vicenda non è affatto chiusa. E non potrebbe essere altrimenti. E’ giusto fare chiarezza. Emerge una seria questione morale.  Tra l’altro indaga la Procura della Repubblica di Napoli. Non si può chiudere tutto a tarallucci e vino.

Tags: alessandra clementeinterrogazione parlamentare al ministro matteo salviniluigi de magistrismatteo salvinimovimento 5 stellenozze colomboRina Valeria De LorenzoTony Colombo
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