I senza lavoro in piazza contro il lavoro nero per lo sblocco dei fondi pubblici e occupazione stabile e dignitosa
Morire a 20 anni di lavoro nero e precario. Perdere la vita per meno di 30 euro. Oggi a Napoli manifestazione di protesta e di solidarietà per la famiglia di Salvatore Caliano, il 21 enne napoletano morto dopo essere caduto da un lucernario che si era prestato a pulire con l’intenzione di aggiungere quei pochi euro alla sua paga di barista. L’iniziativa svoltasi davanti alla sede decentrata del Ministero del Lavoro in via Amerigo Vespucci è stata promossa dagli attivisti e dalle attiviste, disoccupati del Movimento di Lotta-disoccupati 7 novembre, dalla Camera Popolare del Lavoro. “Salvatore è l’ennesima vittima di una guerra che continua a uccidere migliaia di persone ogni giorno – ha spiegato Eduardo Sorge portavoce del Movimento dei senza lavoro – La vita di un ragazzo non può valere 30 euro. Noi non valiamo 30 euro. ”Nel 2018 sono già 350 i morti sul lavoro – ha raccontato al megafono uno dei partecipanti – è l’ora di organizzarci contro la precarietà e lavoro nero per garantire un lavoro stabile e sicuro. Alziamo la testa. Ci sono fondi pubblici disponibili che vanno sbloccati per creare buone prospettive occupazionali. Lavoro o non lavoro vogliamo vivere. E per vivere non possiamo accettare lavori umilianti che offendono la nostra dignità”
Ciro Crescentini

