Dai licei Volta, Einstein e Boccioni all’Agnesi e al Vittorio Veneto: i collettivi si confrontano sulle iniziative future. Stasera il presidio per gli arrestati a San Vittore
I collettivi dei licei milanesi e dei centri sociali si sono riuniti ai giardini di via Palestro per discutere delle proteste del 17 e 18 ottobre. Al centro del confronto la possibilità di tornare in piazza sabato e la solidarietà agli arrestati. Stasera appuntamento davanti al carcere di San Vittore.
Oltre due ore di assemblea per fare il punto sulle manifestazioni del fine settimana e decidere come proseguire la mobilitazione. Ieri pomeriggio, ai giardini di via Palestro, si sono incontrati studenti dei licei milanesi e dell’hinterland, insieme ad attivisti dei centri sociali, tra cui il Lambretta. Presenti i collettivi del Volta, dell’Einstein, dell’Agnesi, del Vittorio Veneto e del Boccioni.
La discussione si è concentrata soprattutto sulle prossime iniziative. Una parte degli studenti vorrebbe organizzare un corteo già sabato, per dare continuità alle proteste del 17 ottobre. Altri ritengono invece preferibile aspettare lo sciopero generale e la mobilitazione del 30 ottobre, per evitare che una nuova manifestazione venga strumentalizzata politicamente. «Non possiamo limitarci a discutere degli scontri senza affrontare i problemi che hanno portato tante persone a scendere in strada», è una delle posizioni emerse durante l’assemblea. Tra le questioni sollevate ci sono il caro vita, le discriminazioni razziali, le disuguaglianze sociali e le condizioni degli istituti scolastici, spesso segnati da carenze strutturali e servizi insufficienti.
Diversi interventi hanno riguardato anche la gestione dell’ordine pubblico e la risposta delle istituzioni alle proteste. «Chiediamo di essere ascoltati, ma continuiamo a percepire la repressione come l’unica risposta alle nostre richieste», ha sostenuto uno dei partecipanti, riferendosi agli scontri dei giorni scorsi e all’impiego delle forze di sicurezza.
Resta controverso il giudizio sulle violenze e sui danneggiamenti avvenuti durante le manifestazioni. Alcuni ragazzi li inseriscono nel quadro di un malcontento sociale più ampio, mentre altri temono che questi episodi possano oscurare le rivendicazioni dei movimenti e offrire argomenti ai loro avversari politici. La divisione riguarda soprattutto l’opportunità di tornare subito in piazza. «Dobbiamo organizzarci e arrivare al prossimo appuntamento con obiettivi chiari, senza lasciare che siano altri a decidere il significato della protesta», è il ragionamento condiviso da chi sostiene una mobilitazione più ampia in vista del 30 ottobre. Tra gli obiettivi indicati dai collettivi c’è anche la contestazione del governo Meloni, insieme alle richieste legate al diritto allo studio e alla riduzione delle disuguaglianze.
Nel frattempo, l’appuntamento più vicino è fissato per questa sera davanti al carcere di San Vittore, dove è previsto un presidio in solidarietà con le persone arrestate dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre. Alla mobilitazione dovrebbero partecipare studenti, anarchici e attivisti del Movimento 17 ottobre. Gli ambienti anarchici hanno invece annunciato la rinuncia al corteo previsto per sabato, per evitare di frammentare ulteriormente le presenze.
L’assemblea si è conclusa senza una posizione condivisa sulla manifestazione di sabato. Il confronto proseguirà nelle prossime ore, mentre i collettivi cercano di coordinare le iniziative e mantenere al centro le ragioni sociali e politiche della protesta.
Alessandro Manna
