Ad Atene la protesta per difendere l’istruzione pubblica. Nel mirino il governo Mitsotakis, mentre affitti e costo della vita rendono sempre più difficile studiare
Ad Atene circa 10mila persone sono scese in piazza per difendere il diritto all’istruzione pubblica e denunciare le difficoltà economiche che impediscono a sempre più giovani di proseguire gli studi. La manifestazione di mercoledì 21 ottobre ha coinvolto studenti universitari e delle scuole superiori, insegnanti, personale sanitario e cittadini, inserendosi in un movimento di protesta che attraversa diversi Paesi europei, dalla Francia all’Italia, fino ad Albania, Spagna e Portogallo.
Il corteo, partito dall’area di Panepistimio e diretto verso piazza Syntagma, ha attraversato le strade della capitale greca per concludersi a Omonia. Al centro della protesta, la crisi dell’istruzione pubblica, segnata da carenze di finanziamenti, edifici scolastici insicuri e mancanza di personale. Emblematico il caso del complesso di Grava, ad Atene, dove circa 4mila studenti sono costretti alla didattica a distanza dopo la segnalazione di un odore simile al gas.
Le difficoltà proseguono all’università, dove il caro affitti e l’aumento del costo della vita rendono sempre più complicato studiare lontano dalla famiglia. «Studiare o sopravvivere?», si chiede Apostolos Afendras, rappresentante degli studenti dell’Athens University of Economics and Business. Per molti giovani, essere ammessi all’università non significa poterla frequentare: le spese per l’alloggio, il cibo e i trasporti rischiano di trasformare il diritto allo studio in un privilegio.
La rabbia dei manifestanti si rivolge anche contro le priorità del governo guidato da Kyriakos Mitsotakis. «Il governo finanzia le armi, mentre le scuole agonizzano», denuncia Eva Sourla, rappresentante degli insegnanti di Iliopoli, criticando le risorse destinate alla difesa a fronte delle difficoltà del sistema educativo.
L’esecutivo ha annunciato un programma da 737,5 milioni di euro per realizzare oltre 8.600 nuovi posti letto universitari, ma restano da chiarire i costi effettivi per gli studenti.
La manifestazione si è svolta prevalentemente in modo pacifico, con un momento di tensione alla stazione della metropolitana di Omonia, dove la polizia ha utilizzato una granata stordente per disperdere alcuni giovani.
Tra speranze e disillusione, la protesta restituisce l’immagine di una generazione preoccupata per il proprio futuro. Gli studenti chiedono interventi concreti, mentre cresce il timore che, senza un cambiamento delle politiche pubbliche, studiare e costruirsi una vita in Grecia diventi sempre più difficile.
Alessandro Manna
