Centinaia di cittadini in piazza contro il governo e il Comune: “È la coppa dei veleni, a rischio la salute e l’ambiente”
Una giornata di mobilitazione e tensione si è vissuta oggi a Napoli, dove centinaia di persone hanno preso parte a un corteo partito dal dazio di Bagnoli per raggiungere il cantiere di Coroglio, teatro dei lavori in corso per ospitare la competizione velica dell’America’s Cup. La manifestazione nasce dalla forte opposizione alla scelta di collocare la base tecnica della competizione proprio a Bagnoli, una decisione duramente contestata dai cittadini e dai comitati locali (tra cui Cittadini Napoletani, Rete Sociale Nobox e Diritto alla Città).
Nel mirino della protesta ci sono il Governo e l’amministrazione comunale, accusati di aver trasformato un evento di portata internazionale in una “coppa dei veleni” e in un’occasione di speculazione immobiliare e finanziaria a scapito della vivibilità e della salute pubblica. I manifestanti puntano il dito anche contro i team che hanno accettato di stabilire qui la base tecnica — pur essendo stati informati dei rischi — preferendo Bagnoli ad altri porti del Golfo di Napoli.
Un territorio fragile tra tre emergenze
I comitati di lotta denunciano la condizione di quartieri abbandonati, privo di servizi e di un futuro certo, con famiglie costrette a vivere nell’incertezza, tra sfratti e sfollamenti. Secondo i comitati, le risorse pubbliche vengono sprecate per grandi eventi e opere di facciata che non risolvono i problemi reali del territorio, mentre i cittadini e le istanze locali vengono ignorati e repressi.
L’allarme riguarda i dragaggi e la gestione dei sedimenti ricchi di inquinanti, la presenza di idrocarburi, IPA, PCB e composti organostannici nelle acque e nei fondali, oltre alla comparsa di chiazze oleose in mare. A ciò si aggiunge il devastante impatto del traffico di camion e dei cantieri, che aumentano l’inquinamento e danneggiano il patrimonio naturale.
Si segnalano un’aria irrespirabile a causa di polveri, traffico pesante e sostanze tossiche, il rischio concreto di contaminazione del mare, dei pesci e della catena alimentare, e l’esposizione della popolazione a sostanze cancerogene e nocive. Un quadro aggravato dalla fragilità del territorio e dal fenomeno del bradisismo, reso ancora più pericoloso dalla presenza dei cantieri e dal passaggio continuo di mezzi pesanti.
Le richieste dei comitati: “Basta opere inutili”
Il corteo di oggi ribadisce con forza che i fondi pubblici non dovrebbero essere impiegati per “eventi di facciata e interessi privati”, ma destinati a una bonifica reale e completa dell’area. Le richieste del territorio sono chiare e mettono al primo posto la tutela della salute e della vivibilità: uno stop immediato ai cantieri legati all’America’s Cup, trasparenza sull’utilizzo dei fondi pubblici, una bonifica integrale e un modello di sviluppo alternativo basato su mare pulito, spiagge libere, aree verdi, sicurezza e lavoro vero.
Il messaggio lanciato da Bagnoli è inequivocabile: l’area merita rispetto e un futuro a misura di cittadino, non di profitto.
Ciro Crescentini
