Il sindacato sollecita Governo e Dipartimento: a rischio la capacità di risposta dei Comuni dopo l’escalation sismica
L’escalation sismica nei Campi Flegrei, culminata con l’evento di magnitudo 4.7 dello scorso 31 luglio — l’evento più severo mai censito nella zona —, richiede una revisione profonda delle strategie di intervento pubblico. La natura non più temporanea del fenomeno bradisisimico pone gli enti locali di fronte alla necessità di superare la logica del soccorso straordinario, trasformando la Protezione Civile in un presidio permanente e adeguatamente strutturato.
A sollevare il tema è il sindacato USB Pubblico Impiego, che individua nella precarizzazione degli operatori il punto critico della macchina dei soccorsi. Secondo l’organizzazione, il capitale di competenze maturato dal personale impiegato nei Comuni flegrei non può essere disperso al termine dei finanziamenti d’emergenza.
«In questa fase è assolutamente necessario rafforzare tutti i presìdi di Protezione Civile dei Comuni interessati dal fenomeno del bradisismo. Non si può continuare ad affrontare un’emergenza che ormai ha carattere strutturale con personale precario e risorse straordinarie destinate a esaurirsi», dichiara Dario Franco, dell’Esecutivo Nazionale Funzioni Locali di USB Pubblico Impiego. «La stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori assunti attraverso il Fondo Bradisismo rappresenta una priorità non più rinviabile. Si tratta di personale che ha acquisito competenze specifiche e che, ogni giorno, garantisce il funzionamento dei servizi di Protezione Civile e il supporto alle popolazioni coinvolte. Perdere questo patrimonio di professionalità significherebbe indebolire la capacità di risposta delle amministrazioni locali proprio nel momento in cui è necessario rafforzarla.»
Ciro Crescentini

